Magenta, Urbanamente discute di Europa con Antonio Padoa Schioppa ed altri ospiti

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    MAGENTA – L’autunno è coinciso con la ripresa delle conferenze di Urbanamente, che quest’anno ha deciso di puntare attenzione e riflessione al tema dell’Europa.

    Ha introdotto come sempre Daniela Parmigiani, presidente di Urbanamente, che ha introdotto il ciclo di tre serate e caldeggiato la partecipazione della città alle iniziative (di ottimo livello) organizzate dall’associazione, che necessita sempre di contributi e finanziamenti.

    La conferenza è stata moderata dal magentino Marco Laganà, attualmente team manager e coach e già senior assistant presso importanti istituzioni comunitarie europee.

    Gli ospiti della serata: Antonio Padoa Schioppa, preside della facoltà di Giurisprudenza a Pavia e attuale professore emerito a Milano, all’attivo molte pubblicazioni di carattere giuridico. Con lui Bruno Marasà, direttore dell’Ufficio di Milano del Parlamento Europeo, e Paolo Lorenzetti, segretario del Movimento Federalista Europeo di Milano.

    Si è partiti dalla  visione dell’Europa, anche sulla base delle domande poste da alcuni studenti universitari del Magentino.

    “Dove siamo oggi sul terreno europeo”, ha esordito il professor Padoa Schioppa, “perché mai si è tanto parlato di Europa come oggi. “Qualcuno auspica l’uscita dell’Italia da Europa ed Euro, e chi invece difende le ragioni dell’integrazione europea. Noi viviamo da 70 anni in pace, non succedeva dai tempi di Roma come Impero. Integrazione che ha portato benessere: il reddito pro capite medio dal 1950 al 1990 si è quintuplicato al netto dell’inflazione. Le accuse all’Europa sono largamente infondate: il numero dei burocrati della Commissione Europea è irrisorio, e gestisce una enormità di competenze. La crisi economica non è certo frutto dell’Europa, bensì arriva dagli Usa”.

    Bruno Marasà ha introdotto il tema dei confini europei, ricordando come l’Europa sia in realtà “un progetto: quello di mettere insieme i popoli europei, che cominciò con la Comunità del Carbone e dell’Acciaio. Il processo di unione europea è in atto da anni, pensiamo che il Parlamento Europeo nasce nel 1979. L’Europa è anche frutto di una grande partecipazione popolare. Certo, in Italia il 71% delle persone concepisce l’immigrazione come un problema, e siamo in un paese aperto e civile”.

    Paolo Lorenzetti ha parlato del suo impegno di federalista europeo, dicendo che “la situazione è grave: in Italia e in Europa il sentimento è cambiato. Per molto tempo l’Europa ha funzionato, dal sistema finanziario al mercato unico. Non essendo stato concluso questo processo, quando la costruzione europea non è stata adeguata ai nuovi equilibri mondiali ha incontrato degli ostacoli. Sino a una quindicina di anni fa l’Europa poteva andare, adesso no e il consenso comincia a venire meno. Questo può portare a scelte sciagurate”.

    I sentimenti anti migratori sono anche sentimenti anti europei, ha aggiunto Laganà, ed accade persino in paesi efficienti come la Svezia. E allora perché succede?

    Marasà ha risposto che “la categoria dell’irrazionale conta, ma anche la paura. La Svezia ha ospitato in 1 anno 175mila migranti, l’Italia 155mila. Ma noi siamo 7 volte la Svezia. Se non governi un processo, ti viene contro. Di irrazionale ci sono solo certe paure, spesso alimentate ad arte”.

    Laganà ha quindi citato il filosofo Habermas, che ha parlato esplicitamente di mancanza di volontà politica dell’Europa, incapace di soddisfare i bisogni dei più deboli e del malessere occidentale.

    ” Gli occidentali, anche quelli che stanno bene, hanno diversi timori rispetto al mondo che avanza”, ha aggiunto Lorenzetti. Abbiamo superpotenze come Cina e India, con miliardi di abitanti, ed il numero conta. Di fondo i problemi sono reali, è chiaro che ogni arruffapopoli ha lo strumento per diffondere notizie false”.

    “Anche se l’europeismo degli italiani si sta affievolendo”, ha continuato Padoa Schioppa, “i giovani del nostro Paese sono pro Europa nel 60% dei casi. E’ chiaro che di fronte alla crisi economica non avevamo un governo federale europeo in grado di rispondere, come invece è avvenuto negli Stati Uniti. Il problema è (anche) quello di fare appello al mondo della scuola, all’età in cui si formano gli ideali dei ragazzi. L’Europa oggi è il 7% della popolazione mondiale, presto saremo il 4%”.

    I prossimi incontri del ciclo di Urbanamente sono previsti per il 16 ottobre (con Giuseppe Sciortino) e il 30 ottobre (con Mauro Magatti).

     

     

     

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