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Magenta, una vita dedicata alla scuola: “Manipolare per contare e imparare”. Il Maestro Silvio Lavatelli nel ricordo delle colleghe della Santa Caterina

MAGENTA  – Quadernetto sotto il braccio con tutte le lezioni minuziosamente predisposte scritte a matita, ripercorreva il lungo corridoio della scuola Santa Caterina anche dopo i numerosi anni di servizio, quando a ottant’anni e più continuava a fare quello per cui aveva vissuto: dedicarsi all’insegnamento. Silvio Lavatelli, il Maestro con la M maiuscola come tutti lo ricordano e ci tengono a precisare, uomo tutto d’un pezzo, autorevole, mancato all’affetto dei suoi cari e della comunità magentina tutta, lasciava traspirare ogni giorno il suo amore per la scuola.

Per questo e per le sue tante altre qualità, tra cui “una profonda fede che lo orientava in tutte le scelte, mia mamma aveva deciso di affidargli mia sorella minore – racconta Nicoletta Crimella, insegnante che lo ha conosciuto bene -, avevamo perso il papà da poco e mia mamma, peraltro collega del Maestro Lavatelli, chiese ed ottenne dal preside la possibilità di anticipare l’inserimento alla scuola elementare di mia sorella, che  è poi diventata ingegnera elettronica e dopo alcuni anni ha scelto di insegnare matematica e informatica”. Il Maestro amava la verità e la ricercava. “Ho passato tante estati con il Maestro che con la moglie veniva in oratorio e nei campi estivi a dare il suo concreto contributo.

In particolare, nutriva un amore spassionato per la matematica, esplorava metodi nuovi. “Era un innovatore anche nella scelta della quantità di esercizi da dare “La proprietà invariantiva della sottrazione e il pi greco erano i suoi pallini. Usava concludere un consiglio o un commento con la frase: ‘Questa cosa l’ho provata e funziona, ma non è detto che ci siano altre proposte che funzionino meglio’”, aggiunge la maestra Crimella che come la collega Paola Pinaroli conserva alcuni appunti fotocopiati, ancora attuali e preziosi.

Con la sua grande conoscenza della matematica cercava di spiegare i concetti “con modalità e spunti inaspettati, per renderla visibile, manipolabile, pratica; è stato precursore delle attività laboratoriali che facciamo oggi. Quell’ora alla settimana era attesa dai bambini e anche da me per la ricchezza che la sua lezione sprigionava”, commenta Silvana Bianchi.

Già negli anni Settanta-Ottanta era innovativo, seguiva le metodologie svizzere – ricorda la maestra Barbara Bonfanti, che con lui ha lavorato a lungo -. A scuola c’è ancora lo scatolone con il traforo che usava e le sagome geometriche che faceva usare ai bambini per comporre e per studiare le figure e le equivalenze con le diverse unità di misura. Ricordo come fosse ieri quanto gli si illuminassero gli occhi quando coglieva potenzialità particolari in qualche alunno e quanto aiutasse chi non riusciva”.

Proprio così, come conferma Enza Trovato. Silvio Lavatelli “c’era per tutti i bambini in particolare chi aveva difficoltà, si metteva in gioco sempre” e in pensione ha incarnato la figura del “Maestro per sempre”, “con quel progetto era rientrato nel suo mondo e l’atmosfera della classe gli regalavano entusiasmo; gli intervalli con lui trascorrevano chiacchierando sulla scuola, cosa poter fare per rendere proficua la missione.  Ricordo di quando raccontava di andare a letto inquieto per una questione e si svegliava nel cuore della notte con la soluzione che poi appuntava sul suo quadernino. Lui quasi novantenne si preparava tutto. Portava bottoni, gettoni, listelli… ‘Ricordatevi che si parte dalla manualità, se i bambini non contano concretamente non imparano’, diceva. Le sue opinioni sulla scuola erano più che attuali”.

Purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscerlo, ma ne ho sentito parlare come di un grande maestro e di una persona dalla grande umanità… uno di quei saggi senza tempo, sempre giovani… un maestro con la vocazione, come dovrebbero essere quanti si avvicinano al mondo della scuola – commenta Davide Basano, Dirigente Scolastico dell’IC Carlo Fontana -. Gli siamo tutti riconoscenti per il lavoro che ha fatto con noi e soprattutto per l’esempio che ha rappresentato”.

La notizia della sua scomparsa ha lasciato un vuoto nelle aule che lo avevano visto insegnante e volontario durante la sua meravigliosa terza età. La scuola Santa Caterina, attraverso la maestra Giusi Grassi responsabile di plesso, lo ringrazia come Maestro e come persona per il suo lavoro prima e l’attività di supporto e l’esempio poi, per la sua voglia di insegnare e di apprendere che lo caratterizzava. Come confermano le parole della maestra Bonfanti: “Ricordo quando appesero la prima Lim, lui era in classe da me e mai mi sarei aspettata che a ottant’anni anni si mettesse a fare lezione con quella novità tecnologica”.

Non si deve smettere mai di imparare. Grazie Maestro!

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