++Magenta, una bomba sociale pronta a esplodere: distacco luce e gas nei condomini, situazione grave (e problemi crescenti)

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MAGENTA Una premessa determinante, diremmo cogente e vitale. Questo giornale NON è un Tribunale, non fa processi, non lancia accuse o esercita un’azione tipica e delegata a soggetti o uomini di legge. Questo giornale fa CRONACA, nel supremo rispetto di un principio essenziale (la verità dei fatti) e del diritto di cronaca. Sancito dalle più supreme delle leggi vigenti.

Lo diciamo perché ci accingiamo a trattare un tema che definire spinoso, delicato, irto di potenziali e pericolose spine è poco. Lo tratteremo SENZA lanciare accuse che NON sono al momento suffragate da alcun atto giuridico, ma sulla base di una drammatica esperienza che diverse famiglie e persone, a Magenta, stanno subendo: il DISTACCO delle utenze di luce e gas dai condomini. Niente più luce sulle scale, niente ascensore, niente acqua calda, contatori del gas piombati.

Nel caso del gas, il contatore del gas viene piombato con un sigillo per interrompere il flusso del metano mentre quello dell’energia elettrica viene interrotto a distanza. Il cliente non può in alcun modo manomettere o levare il sigillo, poiché potrebbe incorrere in una sanzione per reato penale.

Dopo diverse segnalazioni giunteci in redazione, siamo andati a verificare di persona la situazione e a visionare (per quanto possibile, nel rispetto di norme, leggi e regolamenti) la situazione debitoria.

Quel che è certo è che ad oggi questa situazione di estrema difficoltà è quella in cui vivono (e convivono) decine di famiglie in uno stabile nel cuore di Magenta, in via IV Giugno.

Dove è successo- ad un magentino molto noto- di rimanere chiuso in ascensore per il distacco dell’energia elettrica, ad una signora di oltre 85 anni residente in ultimo piano di non potersi muovere (senza appunto poter usare l’ascensore), e in generale a molti di non potersi fare neppure una doccia calda.

Parliamo di situazioni debitorie da diverse migliaia di euro (in alcuni casi DECINE di migliaia), comuni ad almeno altri due edifici condominiali. Ma la bomba, o bubbone, stando a quanto sta progressivamente emergendo parrebbe ben più seria. In sostanza, DECINE di condomini di Magenta sono a rischio distacco utenze, imminente, a poche settimane dall’arrivo dell’inverno e dal 22 ottobre, quando a Magenta e Lombardia si potranno accendere i riscaldamenti domestici.

Il tema dirimente (e oltremodo complesso)è ovviamente capire le RAGIONI della morosità accumulata verso i fornitori (sono vari: Enel, operatori del mercato gas, società di pulizie, manutentori elettrici o di ascensori). Nel caso dello stabile di via IV Giugno i condomini hanno per esempio provveduto a cambiare l’amministratore condominiale.

Ma in buon sostanza le potenziali origini dei debiti accumulati sono solo due: MOROSITA’ diretta dei condomini (chi in pratica NON paga le rate delle spese condominiali, situazione purtroppo sempre più diffusa) oppure irregolarità di vario genere degli amministratori, cui le leggi in vigore assegnano il compito di gestire per conto dei proprietari o degli inquilini tutto quanto attiene al condominio (pagamento utenze, gestione contratti eccetera).

Sui bilanci di ogni singolo condominio, attivi e passivi, situazioni dei conti correnti (ogni stabile deve averne uno), sono in corso attività di revisione contabile e di cosiddetta due diligence. 

Ossia, con il report patrimoniale Due Diligence l’amministratore di condominio è in grado reperire tutte le informazioni necessarie a verificare se esista una situazione economica e patrimoniale tale da rendere positiva l’esecuzione civile.

In pratica, in queste settimane a Magenta diversi soggetti stanno passando al setaccio i conti di palazzi e palazzine per capire QUANTO sono esposti con fornitori o altro e PER QUALE RAGIONE.

I rischi  del resto sono parecchi: vediamo di citarne alcuni.

Cosa fare in caso di condomino moroso?

Un condomino si definisce moroso se non versa le quote condominiali a lui riferibili entro la scadenza stabilita. Sappiamo che l’amministratore deve chiedere ai condomini il pagamento delle spese subito dopo l’approvazione della suddivisione delle spese dall’assemblea di condominio. Ma nel caso in cui un condomino non paghi, l’amministratore è l’unico che in questi casi può prendere in mano la situazione. Per evitare che le spese del condomino moroso vengano addebitate agli altri condomini, infatti, può disporre un sollecito al debitore di pagare o può inviare una lettera di diffida e di messa in mora.

Il sollecito

Anche se non è un’azione legale, tramite questo sollecito amichevole l’amministratore ricorda al condomino moroso la somma da pagare entro 15 giorni. Questo sollecito viene inviato con una lettera, spedita tramite raccomandata A/R e deve contenere tutti i dettagli delle spese.

La lettera di diffida e messa in mora

Il sollecito viene ignorato? Allora si procede con l’invio di una lettera di diffida con cui si comunica che non ci saranno ulteriori avvisi. Qualora tale provvedimento non sia risolutivo, l’unica possibilità d’azione che rimane all’amministratore per tutelare tutti i condomini è agire per vie legali. Questo significa che deve chiedere entro 6 mesi al giudice un decreto ingiuntivo in modo da imporre al debitore di pagare.

Parte dello stabile di via IV Giugno dove si sono verificati dei distacchi di utenze

Il decreto ingiuntivo

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento legale che può essere richiesto dall’amministratore al giudice entro 180 giorni dalla chiusura del bilancio. Si tratta di un provvedimento che una volta presentato è subito esecutivo, quindi il condomino moroso non può fare ricorso.

A questo punto il condomino moroso ha due possibilità:

  • versare la somma liquida,
  • corrispondere un bene di sua proprietà che abbia lo stesso valore del credito da saldare (entro 40 giorni dall’avvio del provvedimento).

L’assemblea, inoltre, può decidere di concedere più tempo al moroso per saldare il suo debito. Ma se questo non accade, l’amministratore è obbligato ad agire per la riscossione forzata entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio. A questo proposito, l’amministratore che non dovesse prendere provvedimenti in tal senso può essere revocato senza preavviso dal suo incarico e può essergli richiesto il risarcimento del danno.

LA SITUAZIONE DI MAGENTA

Per quanto siamo stati in grado di apprendere, a Magenta siamo ben oltre: ci sono già distacchi di utenze, pagamenti interrotti da anni, conti correnti pignorati.

Sulla cui origine, RIPETIAMO, non ci sono al momento CERTEZZE, ma solo IPOTESI.

Una sola, purtroppo, è la certezza; qualcuno NON ha pagato (o non paga da anni), e da qui alla fine dell’anno, coi costi energetici alle stelle e l’arrivo del freddo, la situazione potrà solo peggiorare. Continueremo naturalmente a tenere sotto controllo l’evoluzione delle dinamiche in atto, informandovi non appena emergeranno ulteriori particolari. Ma la matassa, sin da ora, è già così complessa che il caso- se non si mette una pezza quanto prima, ma le cifre di cui si parla sono elevatissime- è potenzialmente pronto a ESPLODERE.

Fabrizio Provera

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