Magenta, tra antifascismo e provincialismo- di Sabrina Spirolazzi

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    Riceviamo e pubblichiamo da Sabrina Spirolazzi

    MAGENTA – Siamo provincia e non provinciali Sfido chiunque a trovare un insulto più inflazionato e abusato di “fascista”, e non parlo dell’Italia, ma del mondo intero. Lo è persino più di “puttana” anche perché quello è un insulto “di genere” che può essere riversato solo sulle donne. “Fascista” no, “fascista” non discrimina uomini e donne. Per Erdogan (presidente turco) sono fascisti il leader olandese e quello tedesco; per quello tedesco e quello olandese lo è quello turco. E fascista è il Califfo dell’ISIS, Trump, Salvini, il dittatore nord-coreano, Marine Le Pen, Putin e chi più ne ha più ne metta. Potrei stare qui a filosofare sul senso di questa cosa ma del resto è inutile.

    È un dato di fatto punto e a capo. Oggi, dopo aver letto le parole di un futuro candidato sindaco, ovviamente di sinistra, sono arrivata alla conclusione che “fascista” ha una valenza negativissima e valeva la pena concentrarsi intensamente sul chi lo usa e quando lo usa. In campagna elettorale, per esempio, quando lo si agita persino come allarmante pericolo con il fine di stendere per KO l’avversario. Magari non lo si usa direttamente, cioè ad personam, ma indirettamente adombrando la connivenza, la sottovalutazione, la tolleranza a fronte di questo terribile pericolo. Associare il “male assoluto” a un soggetto politico con l’intento di squalificarlo a prescindere, paralizzarlo e costringerlo ad avvitarsi nel tentativo di dimostrare che no, non è così è quanto di meno “sportivo” possa esserci perché è un brand inadeguato e ‘furfantescamente’ scippato. Capita a Magenta, dove pare ci sia chi non capisce che essere provincia non necessariamente comporta la pratica del provincialismo. Perché se è vero che “fascista” preserva tutta la sua valenza negativa, là dove ci si è emancipati dal provincialismo ci si è reso conto da tempo quanto sia ridicola e patetica la pratica dell’unzione con virus storici e si è passati all’utilizzo del termine “populista”. E siccome noi si è sportivi, qui solennemente lo giuriamo, per tutta la campagna elettorale non accuseremo i nostri avversari di bolscevismo… e neppure daremo loro del comunista o li accuseremo di essere contigui al comunismo che, comunque la si pensi sul comunismo, ben sappiamo che è cosa seria. Stiamo sui fatti: bilanci, questione ospedale, Vincenziana, casa di riposo per gli anziani, verde pubblico, politiche sociali… E lasciamo perdere il fascismo e comunismo che sono passati settant’anni. Dai, su, siate sportivi se vi riesce. Sopra tutto non siate patetici. Se vi riesce…

     

    Sabrina Spirolazzi

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