Magenta, Stf parlerà tedesco: 35 dipendenti passano alla Mutares-Balcke Duerr

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    MAGENTA – Ne avevamo parlato in un pezzo lo scorso 2 agosto, oggi ci torna il quotidiano Il Giorno, che nel numero in edicola conferma la cessione del secondo ramo d’azienda di STF, la gloriosa impresa fondata nel 1937 a Magenta da Salvatore Trifone, alla società tedesca Balcke Duerr.

    Di chi si tratta? Di una impresa dalle grandi dimensioni.

    La BALCKE DUERR ITALIANA, con sede in provincia di Perugia è stata fondata nel 1989 e dal 2002 appartiene al gruppo SPX Corporation, una multinazionale USA che opera in ltre 35 paesi ed ha circa 15.500 dipendenti dislocati in varie nazioni. La BALCKE DUERR ITALIANA opera nel settore THERMAL attraverso l’unità produttiva di Fontignano (Perugia).

    La Balcke-Dürr conta oltre 650 dipendenti ed un fatturato 2015 di circa 142 milioni di Euro e siti produttivi in Germania, Italia, Polonia, Cina, India e Ungheria. 

    Di recente è stata acquisita dalla holding tedesca Mutares Ag.

    Ed è stata Mutares Ag, attraverso la controllata Balcke-Dürr, che produce e fornisce servizi per aumentare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni per il settore energetico e l’industria chimica, a firmare l’accordo per l’acquisizione della divisione Heat Transfer Product (Htp) di STF (Salvatore Trifone e figli) dalla famiglia Trifone.

    Si tratta della prima transazione di Mutares in Italia da quando la holding company ha aperto la sua sede a Milano nel giugno 2017.

    La divisione Htp è uno dei principali fornitori italiani di soluzioni ingegnerizzate per l’industria elettrica convenzionale e nucleare.  Con l’acquisizione, la divisione STF manterrà un centro di ingegneria e produzione in Italia e in più avrà da una sede di vendita e assistenza in Francia. 

    Il gruppo Balcke-Dürr fa parte di Mutares da dicembre 2016.  L’azienda è ora focalizzata sulla sua strategia di crescita attraverso prima l’acquisizione di Donges Steeltech e ora della divisione Htp di STF, la seconda acquisizione aggiuntiva negli ultimi tre mesi.

    Con questo passaggio si salvano 35 posti di lavoro a Magenta, più altri 4 o 5 che potrebbero rientrare nel piano.

    Un’operazione andata a buon fine – ricordava in agosto il sindacalista della FIM CISL Ermanno Alemani –  che, però, ha portato con sé l’apertura della procedura di mobilità per i restanti 53, di cui una buona parte è stata messa in sospeso dalla curatela per la scarsità di commesse. La situazione ora – continua Alemani –  si sta normalizzando in funzione dell’accordo di mobilità  raggiunto tra le parti che ha permesso a 22 di questi lavoratori di poter accedere alla Naspi, ovvero, l’ex disoccupazione”.

    Certo, se pensiamo che fino a pochi anni fa le maestranze di Stf a Magenta superavano le 250 unità, resta molta tristezza.

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