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Magenta, se l’Ncd torna all’ovile e Forza Italia (comunque) resta centrale. L’analisi

La cena organizzata da Forza Italia venerdì sera, al di là del riscontro numerico (oltre 70 partecipanti), offre parecchi spunti di riflessione per la politica magentina in vista delle sempre più vicine elezioni.
La presenza di Rocco Morabito e Giovanni Lami certifica quanto era evidente: a Magenta, Ncd guarda a destra e non sembra disponibile ad accordi più o meno velati col Pd e il centrosinistra. Come ribadito anche da Luca Del Gobbo nell’intervista ad Altomilanese, e come lo stesso leader centristra ha confessato in privato a più di un esponente magentino del centrodestra. Con quali forme e modi, si vedrà, ma per ora Ncd torna all’ovile e alla sua naturale collocazione, per gente come Morabito e Lami.
Forza Italia, secondo i sondaggi, è parecchio malconcia: 10% appena, senza Berlusconi crollerebbe al 5. A Magenta, in soldoni, significa rischiare addirittura di non centrare la doppia cifra.
Epperò, direbbe Gianpiero Mughini, nessun candidato credibile e nessuna coalizione di centrodestra che aspiri a vincere può prescindere dall’esperienza, dalla forza, dal consenso e dalla rete di relazioni coi poteri forti della città che possono vantare Tino Viglio e Sante Zuffada. Piaccia o no, senza di loro non si va da nessuna parte.
Certo, adesso tocca alle forze nuove azzurre dimostrare il proprio valore e la capacità di competere, di ottenere (e mantenere) la ribalta: ma in questo senso Ivan Parmigiani, Fabrizio Ispano, Elisabetta Lanticina e il gruppo che va formandosi, insomma il gruppo dei Quarantenni, sembrano essere in possesso delle doti necessarie.
Niente di più prezioso dell’esperienza, dei consigli (e dei voti..) di gente come Viglio e Zuffada, che tuttavia dovranno lasciare loro sempre più spazio. E la misurazione col consenso.
Certo, qualche nodo resta da risolvere (ne parliamo in un altro pezzo), ma il dado sembra ormai tratto e il solco tracciato.
Forza Italia, con la cena di venerdì, ha puntellato la coalizione del centrodestra che verrà.
Non ha più forse la leadership dei numeri (ormai nelle mani della Lega, ci dicono i sondaggi: a Magenta il Carroccio vale sulla carta almeno il 20%, oggi), ma quella dell’autorevolezza. Che però va declinata al meglio.

Fabrizio Provera

viglio2

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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