Magenta saluta il maresciallo Francesco Caputo: dal 20 aprile, lo storico comandante dei Cc andrà in congedo

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    Per decenni a capo della stazione di via Novara, da giovedì sarà a riposo. Ora si apre l’ipotesi della successione al comando

     

    MAGENTA –  “Una storia lunga duecento anni quella dell’Arma dei Carabinieri che comincia il 13 luglio del 1814, a Torino, grazie a Vittorio Emanuele I di Savoia.  Da  quel giorno prende il via un’avventura straordinaria che passa attraverso personaggi eroici come il Car. Giovan Battista Scapaccino, prima Medaglia d’Oro al Valore Militare; il Capitano ChiaffredoBergia, l’uomo che combatté contro i briganti; il Maggiore Cosma Manera, l’eroe dei redenti; il Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, Martire della Resistenza; il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso dalla mafia, fino ad arrivare ai caduti di Nassiriya.

    Un’avventura fatta di grandi personaggi ma anche di battaglie. Nei secoli fedeli è il racconto di questa storia”.

    Queste poche righe sintetizzano molto bene cosa significhi, da oltre due secoli, essere un Carabiniere e indossare ogni giorno la divisa dell’Arma. Parole che a Magenta assumono un significato particolare nei giorni che ormai precedono il congedo del maresciallo Francesco Caputo, la storica colonna portante della caserma di via Novara.

    Il luogotenente dei Cc magentini sarà in servizio ancora per due giorni, dal momento che giovedì 20 aprile interromperà il suo servizio.

    Per anni, anzi per decenni, il maresciallo è stato l’effigie dell’Arma: compìto e solenne negli abiti che si cuciono per sempre su chi li indossa (e li serve), Francesco Caputo ha attraversato una lunga parte della storia recente di Magenta, che storicamente è la città più importante tra quelle della Compagnia di Abbiategrasso, da cui la caserma magentina dipende e che ha visto avvicendarsi numerosi comandanti (attualmente, un ufficiale di grande valore come il maggiore Antonio Bagarolo), che hanno sempre trovato nel maresciallo Caputo un riferimento indiscusso e solido.

    La discrezione, la riservatezza e la serietà sono sempre state la cifra distintiva del maresciallo, anche settimana scorsa, quando abbiamo incautamente chiesto quanti siamo i Carabinieri in servizio a Magenta, e il maresciallo pacatamente ma fermamente ci ha comunicato che è un’informazione che non si può diffondere. E lì, in quel momento, abbiamo capito che Nei Secoli Fedele non è solo uno slogan, ma la quotidiana messa in pratica di una missione.

    Grazie di tutto e per tutto, maresciallo Caputo.

    F.P.

     

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