Magenta, Saffa e Novaceta, parla Razzano: ‘Sono sfide per la città, nessuna fuga in avanti’

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    Il vicesindaco replica a Luca Del Gobbo e Simone Gelli, che ha duramente attaccato l’Amministrazione sulle due aree

    MAGENTA – E’ il caso politico delle ultime ore. La destinazione delle aree ex Novaceta e Saffa è divisiva da molti anni, ed è oggetto del contendere (politico) da tempo immemore. Se la ‘ferita’ della ex Laminati a ridosso del centro, dopo quasi 30 anni, fu chiusa da Luca Del Gobbo col decisivo intervento di Mape nel primo mandato del centrodestra (2002-2007), ora l’Amministrazione Invernizzi sta delineando un percorso per Saffa e Novaceta.

    In modi distinti, per tipologia e tempo. E alle accuse lanciate da Luca Del Gobbo e Simone Gelli (che sulla propria pagina Fb ha pubblicato ieri un duro attacco, che riportiamo) replica il vicesindaco Paolo Razzano.

     

    “Anzitutto mi spiace ma credo che Luca Del Gobbo abbia preso un abbaglio:  non ci sarà nessuna delibera né voto a ridosso delle elezioni di giugno. Non  cercheremo forzature, assolutamente. La Novaceta e la Saffa sono sfide epocali per Magenta,  collocate entrambe in posizione strategica,  e da lì passa il futuro. Non sono né potranno mai essere oggetto o strumento di propaganda. Abbiamo lavorato per 5 anni, specie Invernizzi su quello Saffa, e  ovviamente non si raggiungono dei risultati in pochi mesi. Noi possiamo fare da facilitatori, ma sono pur sempre aree private, come quando e se investire lo decidono- appunto- i privati. Abbiamo avuto e abbiamo un ruolo propulsivo, ma non possiamo sostituirci  a soggetti terzi.

    Quello che abbiamo a disposizione della città (non del Pd o di altri) sono due progetti concreti, poco fumo ma molto arrosto. Le questioni sono diverse: siamo uno dei pochi Comuni che hanno terminato la variante del Pgt nei tempi prescritti e indicati. I tempi sono stati lunghi ma per la partecipazione. La conferenza stampa in cui parlammo di Novaceta risale al mese di gennaio, e nelle carte del Pgt c’è già scritto tutto: parliamo di provvedimenti discussi già nel 2015 e nel 2016. E quelle sono le premesse. Adesso cosa accade: ora sulle aree della ex Novaceta, in base al voto espresso dal Consiglio comunale, la società francese che ha preso contatti con l’Amministrazione comunale presenterà un piano di intervento. E questo può avvenire  anche in poche settimane. Se il piano sarà conforme alla variante, si potrà partire. La norma consente di dare certezze all’operatore, mi domando cosa si debba aspettare ancora. Consiglierei inoltre a Gelli di cambiare grafico, la foto che ha usato è vecchia di anni; è stato il Consiglio comunale a votare il Pgt. Se c’è il piano, si procede spediti. Ieri è crollato un pezzo di tetto: e allora cosa si contesta alla politica, che non si fa nulla o che si procede troppo in fretta? Siamo seri.

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    Altro discorso è la Saffa: in quel caso parliamo di un piano molto ambizioso e complesso, su cui il sindaco Invernizzi lavora da anni in prima persona, con Museo della Scienza e della Tecnica e non solo, essendo coinvolti molti partner prestigiosi. Lì ci sarà un progetto di investimento culturale, ma sul quale riteniamo non ci siano ancora i tempi per presentare un piano organico, bensì al momento solo  protocollo d’intesa o accordo che si voglia dire.

    Anche qui c’è grande concretezza: raccontiamo il risultato di un lavoro.  Mi domandate se c’è un cronoprogramma per il piano ex Novaceta? Già predefinito no: i tempi saranno i più rapidi possibili, ci sarà l’istruttoria dei documenti. Del resto la giunta regionale- quindi anche i presidente Roberto Maroni- hanno detto sì alla Variante Generale del Comune di Magenta. La domanda che pongo è quindi molto semplice: cosa dobbiamo aspettare ancora? Lavoreremo fino all’ultimo minuto che vi è concesso, perché questo significa essere seri di fronte ai cittadini. E’ una politica della concretezza, specie quello di Saffa, che non è una sfida del Pd ma di tutta la città. Noi possiamo amministrare nei pieni poteri fino a 45 giorni prima del voto, come prevede la legge, quindi non abdicheremo al nostro ruolo. Invernizzi è la figura giusta per fungere da garante, in questo senso”.

    Abbastanza chiaro. Ora attendiamo il passaggio in Consiglio comunale (di cui parliamo nel pezzo successivo).

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