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Magenta, questione Moschea: parla l’avvocato Luca Bauccio (VIDEO). “Non ci fermiamo andremo davanti a tutti i giudici nazionali e non”

"Vogliamo solo rivendicare il nostro diritto a pregare. Questo è un rifiuto politico e propagandistico""

MAGENTA “E’ un appello quello che noi lanciamo al Sindaco di Magenta. O torna sui suoi passi e riconosca un diritto garantito dalla Costituzione alla comunità musulmana o andremo davanti a tutti i giudici nazionali per denunciare tale comportamento”. A parlare è l’avvocato Luca Bauccio che tutela gli interessi dell’associazione islamica Moschea Abu Bakar. Si è espresso in maniera chiara il legale in merito alla questione che vede da una parte i cittadini di fede islamica che chiedono un luogo per pregare e dall’altra un’amministrazione contraria.

“E’ un anno intero che cerchiamo il dialogo con l’Amministrazione attraverso richieste scritte – afferma Munib, dell’associazione presieduta da Ayub – Purtroppo non ci è mai stato concesso alcuno spazio, né per le preghiere del venerdì, né per la fine del Ramadan. Nell’ultimo incontro ci è stato risposto che non hanno aree che possono essere adibite a luogo di culto e che non intendono toccare il piano dei servizi”. L’avvocato Bauccio afferma che in Lombardia sono parecchie le amministrazioni, soprattutto leghiste, che negano con forza il diritto ad avere un luogo di culto alle minoranze. “Ci troviamo di fronte ad un fenomeno preoccupante – aggiunge – Nessun Sindaco può permettersi di ignorare le esigenze di una comunità religiosa che, a Magenta, raggiunge l’8 per cento della popolazione. Questo per una questione di legalità. Se un’amministrazione agisce contro una minoranza solo perché è una minoranza, qualunque fosse il suo colore politico, commetterebbe una serie di illeciti, anche di carattere penale. Per un amministratore mettere le proprie idee personali davanti alla legge è gravissimo e potrebbe anche essere configurato come reato”. L’avvocato parla di un rifiuto palese, dettato da motivazioni politiche e propagandistiche.

“Qualcuno è in grado di dimostrare che a Magenta non esistono le possibilità logistiche tali da poter dedicare uno spazio per la preghiera a duecento persone? – si chiede il legale – Ho letto carte in cui amministratori si esprimono dicendo ‘mai una moschea nel mio comune’. Ma come si può fare un’affermazione del genere? Non ci si può basare sulla simpatia o sull’antipatia per garantire dei diritti. Non volevamo arrivare a questo punto. Se non si inverte la rotta l’offesa che viene fatta alla Costituzione e alla Carta dei Diritti dell’Uomo è un’offesa alle minoranze che vengono colpite e all’intera comunità di Magenta”.

Graziano Masperi

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