Magenta, questione mensa. Gelli risponde a Minardi e Salvaggio: “Fuori solo coloro che non hanno regolarizzato l’iscrizione”

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MAGENTA –  “Vergognoso” hanno detto Enzo Salvaggio e Silvia Minardi. Vergognoso che dei bambini non possano entrare in mensa perché i genitori non hanno regolarizzato la loro posizione. Ieri sera il vice sindaco Simone Gelli ha fatto alcune precisazioni sulla questione prendendosela con i capogruppo di opposizione del PD e di Progetto Magenta. Anzitutto, chi non è entrato nella mensa scolastica? I 26 che non hanno perfezionato l’iscrizione, ha precisato Gelli. Per entrare in mensa serve l’autorizzazione dei genitori. “Tutti gli altri, – aggiunge- i morosi in particolare, sono entrati. Fatto salvo che con loro stiamo lavorando su un canale diverso. Dieci famiglie morose, per esempio, sono venute da noi e con loro abbiamo elaborato un piano di rientro immediato. Stiamo contattando tutte le altre famiglie. Le stiamo avvisando in tre modi. Con una circolare inviata alla scuola, mandato mail e telefonando agli interessati”. Gelli solleva un’altra questione. “Quando iscrivete i vostri figli dobbiamo sapere se ci sono diete particolari che seguono per motivi di salute. Pensate a cosa sarebbe successo se uno di questi ragazzi fosse entrato e avesse mangiato qualcosa che non doveva. Per poi finire in ospedale. Sappiate che di questi 26 ragazzi, 6 non hanno ancora cominciato la scuola. Ci sono plessi dove non c’è neanche un ragazzo fuori posto. A questo punto prego l’opposizione di fare critica, come è giusto che sia, ma studiando gli atti perché sono stanco di perdere tempo con smentite fine accuse che non reggono. Ad oggi quasi 200 famiglie, per i servizi a domanda individuale, hanno attivato il servizio di accredito tramite Rid. Un risultato positivo”.

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