Magenta, progetto Contesto. L’esperienza di Tecnorete. “Ecco perché abbiamo aderito”

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Giuseppe Cantoni: “Abbiamo aderito con entusiasmo a questo progetto. Siamo consapevoli che su questo fronte c’è tantissimo da fare e da imparare”.

 

MAGENTA – “Come Tecnorete abbiamo aderito con entusiasmo al progetto ConTesto lanciato dalla Comunità Pastorale in collaborazione con la nostra Confcommercio territoriale e con la  Diocesi di Milano. Anzi, personalmente mi sento di ringraziarli, in quanto, hanno fatto emergere un bisogno importante, rispetto al quale non siamo per nulla preparati”.

 

Giuseppe Cantoni, insieme ad Andrea Pellegatta è il titolare dell’agenzia immobiliare di via Roma e torna volentieri sulla presentazione del progetto lanciato ufficialmente martedì scorso nella sede di via Volta dell’associazione di categoria.

 

“Sono intervenuto con grande interesse – osserva Cantoni – e penso che i seminari a cui abbiamo partecipato finora siano indubbiamente preziosi. Ma c’è da fare tanto. Occorre costruire una sorta di road map coi vari punti da raggiungere. Dobbiamo diventare dei commercianti e degli operatori economici evoluti” è l’indicazione di Cantoni.

D’altronde, non è semplice con nessuno avere a che fare con soggetti che hanno delle disabilità. Tanto più come nel caso dello spettro autistico, quando, queste che a noi piace chiamare di più ‘specialità, all’apparenza, potrebbero anche non emergere. “Perché in queste circostanze – dice Cantoni – basta anche un semplice gesto, magari involontario, per scatenare una reazione alla quale non siamo pronti”.

Da lì plauso anche al comune di Magenta perché ha inteso percorrere questa strada.

“C’è da fare un lavoro enorme per una città che sia davvero accogliente ed inclusiva. L’attività di formazione va di pari passo con quella relativa alle barriere architettoniche”. Alla fine l’auspicio di Cantoni ma che è anche quello di tutto il mondo del commercio, è quello di avere una Magenta accogliente nella sua totalità, dove non ci sia bisogno di esporre delle vetrofanie all’ingresso di un’attività in quanto tutte sono attrezzate per accogliere e approcciarsi in sicurezza con questi ragazzi speciali.

 

In chiosa accanto al lavoro formativo, Cantoni rimarca l’importanza dell’aspetto informativo. 

“Che ritengo – conclude – debba essere duplice: da un lato, dobbiamo far conoscere il progetto a tutta la città, così da ottenere una reale presa di coscienza. Dall’altro lato, è essenziale che più famiglie che vivono questa esperienza si interfaccino con noi. Perché in questo modo, si possono meglio comprendere i bisogni. In questo le testimonianze dei genitori che vivono nel quotidiano queste situazioni sono fondamentali”.

 

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