Magenta “Pensieri e Tattiche – Magenta dagli occhi di un ufficiale francese”

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    MAGENTA –  Una serata storica per rivivere le atmosfere del 1859 attraverso la pubblicazione data alle stampe dal giovane Riccardo Ravizza perito ed esperto in antiquariato militare e storia contemporanea “Pensieri e Tattiche – Magenta dagli occhi di un ufficiale francese” .

    L’evento firmato Pro Loco Magenta  si è tenuto ieri sera nel giardino di Casa Giacobbe. Una pubblicazione indubbiamente affascinante che riprende il diario di un ufficiale dello Stato Maggiore della guardia imperiale francese che descrive il combattimento sul ponte del Naviglio a Ponte Nuovo di Magenta.

    Accanto al dottor Ravizza, Paolo Cirri storico e Presidente della Società Storica Novarese che ha tracciato un inquadramento storico dell’epoca. Quindi, Alessandro Pizzi figura assai conosciuta per il suo impegno nella rievocazione storica con gli Zuavi della Guardia Imperiale. 

    Diverse le autorità istituzionali intervenuti a partire dal sindaco di Magenta Chiara Calati, con gli Assessori Patrizia MoraniLaura Cattaneo, Rocco Morabito.
    Il libro gode del patrocinio di: Pro Loco Magenta e dei Comuni di Bernate Ticino, Boffalora Sopra Ticino, Cuggiono, Magenta, Mesero, Robecchetto con Induno, Santo Stefano Ticino, Trecate e Turbigo.

    A fare gli onori di casa e a condurre la serata Pietro Pierrettori  presidente della Pro Loco. Cirri nella sua  dotta esposizione è partito dal ruolo del fiume Ticino non solo rispetto alla Battaglia del 1859 ma più in generale, in relazione ai collegamenti tra Piemonte e Lombardia.   “Fino al 1814 – ha ricordato  –  non c’è un ponte sul Ticino, ma solo degli attraversamenti. Dopodiché nasceranno anche le dogane  (presenta tra il  pubblico Giuseppe Fregonara proprietario dell’area privata dove ancora oggi insiste la dogana sulla sponda piemontese di San Martino) e dal 1848 il Ticino diventerà anche oggetto di trama spionistica”. 

    Cirri ha spiegato poi che uno degli elementi a vantaggio dei francesi erano i cannoni a lunga gittata: 3 km di raggio contro i 2 km massimo di quelli austriaci. 

     

    Quindi, alcune curiosità più o meno note. Come il fatto che gli austriaci con il Generale Gyulay incaricarono stranamente una impresa milanese per far saltare il ponte sul Ticino. Che poi, infatti, rimase in piedi. 

    Nel volume proposto da Ravizza emerge anche il lato umano della contesa bellica. Con il suolo ricoperto di sangue e di morti. Con la baionetta francese sguainata che faceva paura. Battaglie cruente corpo a corpo. Ma anche altri particolari alquanto macabri ma in linea con il periodo. Moltissimi soldati morti furono trovati totalmente denudati. “Perché per il periodo e per le condizioni di povertà della popolazione, un cappotto e una divisa erano manna dal cielo”. 

    Altre curiosità sono state fornite da Alessandro Pizzi, rispetto agli Zuavi. un reparto d’elitè con una particolare foggia araba come divisa risalente ancora alle campagne di guerra nel Nord Africa.

    Magenta segna il momento che dà il via all’unita’ d’Italia – ha concluso Pierrettori ricordando anche il fortunato percorso storico portato avanti in questi anni dalla Pro Loco insieme ad altre realtà locali – da qui anche  il nome del progetto ‘Da Casa Giacobbe a Vittorio Veneto’,  in quanto,  la Prima Guerra Mondiale viene correttamente da molti storici considerata la quarta guerra d’indipendenza perché chiude il cerchio rispetto all’Unità Nazionale”.  A ricordare il ruolo affatto banale della nostra città nella costruzione del nostro Paese

    Fabrizio Valenti

     

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