Cronaca

Magenta, nella ‘casamatta’ di viale Piemonte: dove gruppi di giovani si rovinano la vita

In mezzo al degrado dove restano i segni del consumo di droga

MAGENTA Lo stato di degrado, nella ‘casamatta’ di viale Piemonte a Magenta, è a livelli massimi. E’ difficile rimanere all’interno di quel tugurio, un tempo contenitore di pompe per la raccolta delle acque reflue, anche per solo pochi minuti. Eppure, tutti i giorni, c’è chi lo utilizza per consumare stupefacenti. Si entra facilmente dalla pista ciclopedonale di viale Piemonte. C’è perfino un sentiero consumato dai passi che conduce alla rete, rotta per consentire il transito. E così si entra nella casamatta.

Magenta – Degrado nella ex centrale di recupero dell’acqua nell’area del cral della ex Novaceta
foto Roberto Garavaglia

Luogo del tutto simile ad una discarica, anzi peggio di una discarica. Dove ci sono rifiuti ovunque e i chiari segni del consumo. Carta stagnola bucherellata sulla quale viene posizionata la cocaina. E bottigliette di plastica in quantità. La cocaina viene scaldata nel braciere e i vapori inalati con una cannuccia inserita nella bottiglietta. Cocaina fumata dal costo accessibile e dalle conseguenze devastanti. Alla casamatta ci vanno gruppetti di ragazzi, ignari di quello che c’è dietro. Giovanissimi, forse poco più che maggiorenni. Tutti i giorni, addirittura di pomeriggio come se niente fosse. Due o tre ragazzi e una ragazza davanti che tiene al guinzaglio un cane simile ad un pitbull. Forse per sentirsi più sicuri. Entrano nel tugurio e si fanno alla luce del sole, senza minimamente curarsi delle conseguenze che quel gesto quotidiano potrà portare alla loro salute. Chi li rifornisce? Impossibile saperlo. Ieri un uomo che si incamminava lungo il sentiero che porta alla recinzione della casamatta ha commentato: “Io non so nulla della presenza di tossici. Mi faccio gli affari miei, non voglio sapere niente di quello che fanno”.

Magenta – Degrado nella ex centrale di recupero dell’acqua nell’area del cral della ex Novaceta
foto Roberto Garavaglia

Lo scorso anno, nel mese di settembre, dovette intervenire un’ambulanza per soccorrere un giovane che accusò un malore mentre consumava delle sostanze nella casamatta. Dovettero intervenire anche i vigili del fuoco per abbattere la porta perché vi rimase intrappolato all’interno. Da allora nulla è cambiato, se non che la porta non esiste più e si entra facilmente da tutti gli angoli. Appena fuori dalla casamatta c’è l’ennesima discarica di sacchi di rifiuti abbandonati che nessuno mai verrà a ritirare. Luogo di degrado assoluto. Eppure i ragazzi che la frequentano per drogarsi continuano a farlo, senza temere nulla. Nemmeno i danni che la sostanza inevitabilmente porterà al loro cervello.(Foto Roby Garavaglia)

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