Magenta, l’analisi del voto di Munib: ‘Preso meno di attese, ora una pizza con Del Gobbo, paga lui…

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MAGENTA “È un risultato sotto le aspettative, almeno a prima vista. Pensavo di ottenere circa 500 voti, ma non è successo. E così ci siamo fermati per cercare di capire gli errori commessi”. Dopo il primo turno elettorale Munib Ashfaq ha fatto una pausa di riflessione. Sbagliando si impara, come dice il proverbio. E non si può che migliorare. Quali sono le cose che non sono andate? Anzitutto la comunicazione sui social ha fatto arrivare ai magentini messaggi sbagliati.

“Ripartiamo da 212 voti che paragonati ad altre liste non sono nemmeno così pochi”, scherza Munib. Ma il dato che emerge è quello che arriva dalla comunità straniera avente diritto di voto, soprattutto dalla comunità musulmana. In pochi hanno sostenuto La Nuova Italia. “In realtà – dice – non abbiamo mai puntato tutto sulla comunità straniera. Le battaglie che abbiamo portato avanti sul rispetto dei diritti umani sono lecite e continueremo a portarle avanti”. Dopo il risultato era necessario fermarsi, tanto è vero che Munib ha preferito non dare alcuna indicazione di voto, se non quella di recarsi alle urne. Dicevamo che la comunicazione sui social ha lanciato un’immagine sbagliata del movimento e di chi lo rappresenta.

“Sarà sicuramente da rivedere – afferma – le provocazioni, i tranelli, i battibecchi sui social portano solo male. Inoltre non avevamo una struttura organizzata per affrontare un appuntamento così importante come le elezioni amministrative a Magenta”. Su Luca Del Gobbo ed Enzo Salvaggio Munib ha solo parole di elogio. E anche sugli altri candidati, Silvia Minardi e Francesco Anile. “Mi aspettavo la vittoria di Del Gobbo – afferma – un candidato forte, anzi il più forte. È stato bravissimo soltanto con la sua lista. Segno che la persona conta e lui ha lasciato un ottimo ricordo nei dieci anni da Sindaco. Ha addirittura rischiato di vincere al primo turno. Contro un candidato fortissimo come Salvaggio capace di ridurre notevolmente il divario al ballottaggio”. Dal punto di vista umano per Munib è stata un’esperienza importante. Arrivato in Italia a 14 anni dal continente asiatico, completamente diverso dall’Europa, eppure capace di inserirsi a pieno titolo nella realtà magentina.

“Ringrazio tutti e 4 i candidati – aggiunge – Ho imparato molto da loro e conserverò un bellissimo ricordo di questa campagna elettorale. Ricordo il viaggio in macchina il giorno del confronto a TV Milano Pavia. A Vigevano ci siamo andati insieme, io, Del Gobbo e Salvaggio. Luca ci diceva quanto poco tempo avesse per la famiglia ed era la cosa che più gli pesava in un’attività che gli piace tantissimo. La stessa cosa emergeva da Enzo. Spesso non sappiamo che anche coloro che vogliono mostrarsi forti, in realtà sono persone con tutte le loro debolezze e fragilità. È stato bello conoscersi meglio, avere battibecchi come è giusto che sia. Siamo rimasti che dopo le elezioni andremo a mangiare la pizza tutti insieme. Naturalmente offre Del Gobbo perché è lui che è diventato Sindaco”.

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