Magenta, l’analisi (2): Chiara Calati, il sorriso vincente di una (presunta) sconosciuta

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    MAGENTA – “Chi può battere Marco Invernizzi, alle prossime elezioni?”

    Solo Luca Del Gobbo, che però non si candiderà mai. Quindi è plausibile che rivinca Marco Invernizzi”.

    Al sottoscritto questa domanda sarà stata rivolta una cinquantina di volte, dal settembre 2016 ad oggi. E la mia risposta  è sempre stata la stessa. Il che dimostra che anche quelli come noi, i quali  si ritengono spesso a torto osservatori infallibili, prendono delle solenni cantonate.

    La più evidente è l’aver sottostimato Chiara Calati, classe 1975, nata e cresciuta a Magenta anche se residente fuori città (‘gap’ che non le ha impedito di sfiorare una clamorosa vittoria al primo turno), che Luca Del Gobbo evidentemente ritiene- e a ragione- la candidata giusta sin da gennaio. E qui subentra l’altro capolavoro: costruire dal nulla immagine e far conoscere una novità assoluta per la politica cittadina, che con l’ex sindaco a braccetto va a conoscere la città, palmo a palmo.

    La prima volta che la incontrammo, durante l’intervista che rilasciò a Ticino Notizie, cogliemmo subito che nonostante fosse alla sua prima corsa, Chiara Calati non era affatto sprovveduta. Il lavoro di manager delle pubbliche relazioni, la facoltà di Lettere, l’essere donna che è stata per anni a fianco di un politico dell’Est Ticino, il sorriso e un certo qual carisma sono le doti che hanno consentito alla Calati di primeggiare.

    Nessun tono barricadero, molti sorrisi, empatia, ma anche la capacità di mantenere la freddezza nei momenti più concitati. Che Chiara Calati avesse recuperato sino ad arrivare quasi alla pari con Marco Invernizzi se n’erano accorti in parecchi, persino il vero leader Dem, Paolo Razzano. Ma che dal paventato pareggio si arrivasse a un glaciale 46 a 30 nessuno, noi per primi, l’avrebbe mai creduto.

    Ennesima dimostrazione di un doppio assioma: l’unica certezza delle tornate elettorali è l’incertezza, e la complessità dei meccanismi che regolano il consenso è incalcolabile. Dalla sommatoria di questi fattori, la leadership nascente di Chiara Calati emerge in modo prepotente e..chiaro.

    Fabrizio Provera

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