Magenta, la storia di Eugenio Fornaro colpito da aneurisma. La figlia: “Siamo distrutti, ad oggi non c’è ancora una struttura che possa accoglierlo”

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Basta un  attimo e la vita di una persona cambia radicalmente. E non solo la sua,  ma anche quella della sua famiglia. Che si trova a dover combattere una battaglia senza alcun aiuto. Fino allo scorso anno Eugenio Fornaro di Magenta era un uomo normale.  Poi il 30 settembre del 2017 un aneurisma cerebrale l’ha stroncato. Lo hanno trovato dopo tre giorni, perché era solo quando è successo. E’ stato sottoposto ad un delicato intervento, è stato ricoverato per due mesi nel reparto di Medicina 2 del Fornaroli di Magenta  e dal 16 di gennaio è ricoverato alla clinica del Policlinico di Milano di via Dezza che a breve dovrà lasciare.  La figlia Viviana vive in una situazione di perenne angoscia.  Come i nonni e Fabio,  il fratello 50ennedi Eugenio. Anche la loro vita è cambiata.  Oltre al dramma di avere visto il loro caro cambiare radicalmente , c’è tutta una trafila burocratica che peggiora le cose.  Quando accade una disgrazia si è lasciati soli. Nel buio più totale. Eugenio è oggi un’altra persona.  “Le condizioni di mio padre sono quelle di un malato cronico -dice la figlia – se il neurologo ci ha spiegato che un miglioramento a livello motorio potrà avvenire, non sarà così a livello cerebrale.  Ci hanno detto che sarà come un bambino nel corpo di un adulto”. Il 15 giugno Eugenio compirà 48 anni. Giovanissimo e invalido al cento per cento. La sua vita dipenderà completamente dagli altri. Dovrà essere sostenuto in ogni momento negli atti quotidiani.  Non è più in grado di riconoscere le persone che ha amato, a cominciare dalla figlia.  “Tra un mese continua Viviana – si concluderà il periodo in clinica e siamo alla frenetica ricerca di una struttura che lo possa accogliere.  Ci siamo accorti che è difficilissimo.  Abbiamo provato a Magenta e in altri comuni, ma le liste di attesa sono lunghissime e noi non abbiamo tempo. Ci chiediamo per quale motivo lo Stato non aiuti le famiglie che stanno soffrendo una situazione come la nostra.  Si entra in un tunnel dal quale non si esce. Può succedere a tutti da un momento all’altro,  eppure sembra che i problemi siano altri”. La burocrazia è un’altra piaga. La famiglia di Eugenio è  in attesa anche del rinnovo della carta di identità per poter presentare le domande.  E dell’incontro con gli assistenti sociali. “Speriamo possano indicarci la strada migliore – aggiunge la ragazza confidiamo in ogni aiuto possibile”.

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