Magenta, la ciclabile di via Espinasse continua ad essere una gimkana…

    82

    L’Amministrazione ha provveduto a togliere il primo dei tre ‘tornelli della discordia’…ma proseguendo nel percorso è tutto come prima…

    MAGENTA – La pista ciclabile in ingresso in città lungo la Via Espinasse continua ad essere un vero e proprio “arlecchino” fatto di zig e zag per il ciclista, malgrado, recentemente, l’assessore alle opere pubbliche Enzo Salvaggio, sia intervenuto ed abbia tolto uno dei cosiddetti “tornelli della discordia”. La questione è nota da lungo tempo, con interessamento a suo tempo anche di Striscia ‘La Notizia’ con Capitan Ventosa (vedi foto d’archivio in evidenza), oltre che fonte di numerose polemiche.  “Purtroppo – si difende Salvaggio – c’è da chiedersi perché quel percorso sia stato fatto su quel lato della strada dove sorgono le abitazioni e i relativi passi carrabili, anziché, dall’altra parte in continuità con il tratto proveniente da Marcallo con Casone”. Ma tant’è. La situazione è questa. Salvaggio non polemizza, però. Anzi, si associa alla decisione assunta, all’epoca, dall’Amministrazione Del Gobbo.I tornelli posti all’ingresso della strada sono giustificati dalla presenza delle abitazioni, è una questione di sicurezza. Quindi, è corretto in quel tratto considerare quel percorso unicamente come una pista pedonale”. Sarà, ma sta di fatto che così facendo si obbliga chi proviene in bicicletta ad un attraversamento lungo un tratto assai trafficato . “Noi – dice Salvaggio – siamo intervenuti fin dove abbiamo potuto. Tanto che oggi l’attraversamento da via Dandolo è in sicurezza, grazie ad un passaggio pedonalizzato. In futuro agiremo anche su via Arioli apportando ulteriori correttivi e creando un’alternativa”.Insomma, ricapitolando partendo dall’inizio della via Espinasse a salire dal sottopasso, il primo tornello è stato fatto “saltare” qualche settimana fa. “Lo abbiamo tolto – aggiunge Salvaggio – a dimostrazione che dove abbiamo potuto, siamo intervenuti”. Proseguendo nel tragitto, però, s’incontra un secondo tornello che solo in parte è stato tolto, per poi arrivare ad inizio via dove il primo tornello è ancora là, intonso. Il sospetto che la pista “solo in parte ciclo pedonale” – per citare le parole dell’assessore – assomigli ad una specie di gimkana non è poi così peregrino. E, sempre a proposito di anomalie stradali, prendendo per buona la “questione sicurezza”, dovuta alla presenza di  diverse abitazioni con passi carrabili, non si capisce, allora, perché solo a poche centinaia di metri da qui, in viale Piemonte, sia stata realizzata una pista ciclopedonale interamente sul marciapiedi. Anche lì ci sono numerose abitazioni. Anche lì ci sono numerosi passi carrabili, eppure… I misteri dell’urbanistica…

    F.V.

    Articolo precedenteVermezzo: domenica, arrivano ‘Le Strade del Teatro’
    Articolo successivoAlto Milanese: siglato l’accordo costitutivo della Consulta permanente per l’economia e il lavoro