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Magenta: il taglio del nastro di “Non di solo Pane”

MAGENTA  – “Fare del bene, facendolo bene e  volendosi bene”. E’ questo il motto del progetto “Non di solo pane” – Refettorio di Comunità, che ha aperto i battenti questa sera nella struttura di via Moncenisio 29. Tanta la gente intervenuta presso il Centro San Francesco Santa Chiara. Accanto a don Giuseppe Marinoni e ai protagonisti di questa bella iniziativa nel segno della solidarietà anche il Vicario Episcopale Monsignor Giampaolo Citterio di Rho, che coincidenza ha voluto festeggiasse proprio ieri il suo 74 esimo compleanno.  Con loro anche Monsignor Fausto Giacobbe, il ‘decano’ dei sacerdoti magentinifoto 4 (53)foto 2foto 1foto 3 (85). Il grande cuore di Magenta continua a battere sempre più forte – ha ricordato il prevosto don Giuseppe –  I volontari che hanno aderito al progetto ‘Non di solo pane’ hanno ormai raggiunto quota 280. La struttura che sarà aperta tutte le sere, dal lunedì al venerdì, dalle 18/18.30 alle 19,30/20, garantirà una cinquantina di pasti gratuiti tutte le sere, per una spesa calcolata in un circa 25 mila euro all’anno. Numerose le autorità presenti. Tra questi il capitano della Comando Compagnia dell’Arma dei Carabinieri di Abbiategrasso Antonio Bagarolo insieme al Luogotenente Maresciallo Francesco Caputo, comandante della Stazione di Magenta. Presente anche l’Assessore ai Servizi Sociali Simone Lonati, oltre a numerosi esponenti dell’associazionismo magentino come il presidente della Pro Loco Pietro Pierrettori e il presidente della Confcommercio territoriale Luigi Alemani. Nel corso dell’omelia, che ha preceduto il taglio del nastro di “Non di solo pane”, il Vicario Episcopale ha così commentato: “Oggi siamo qui per assistere al miracolo della condivisione”. Anche la lettura del Vangelo – la moltiplicazione dei pani e dei pesci – era in linea con il contesto. “Dobbiamo sapere imparare a condividere anche il pane nero” un passaggio della Sacra scrittura. A rimarcare l’importanza dell’accoglienza. “Qui – ha aggiunto Monsignor Citterio – arriveranno a mangiare persone che hanno storie di sofferenza alle spalle. Hanno camminato a lungo per arrivare sin qui. Impariamo ad apprezzare anche le loro vicende e a trarre insegnamento da queste esperienze”.  Parole che sono in piena sintonia con la missione del Refettorio di comunità.“Il refettorio – ha ricordato Aurelio Livraghi responsabile della Caritas cittadina e del Centro di Ascolto – è uno strumento per incontrare la gente, capire perché sono arrivati sino a questo punto. Ma non vuole essere solo il dono di un piatto caldo. Vuole essere molto di più”. Da evidenziare il contributo anche dell’Amministrazione comunale a questo progetto con una donazione di 15 mila euro che serviranno per l’acquisto di un pulmino che sarà utilizzato dai volontari per il trasporto del cibo.  “E’ questo – ha concluso il parroco Don Giuseppe – il modo migliore anche per festeggiare un’altra ricorrenza: i 27 anni del Centro San Francesco e Santa Chiara, questa bella struttura che ospita la nostra mensa”.

Fabrizio Valenti

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