Magenta, il Rotary Club premia il notaio Beppe Parazzini

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    MAGENTA –   Per l’alto livello di competenza e la passione con cui hai esercitato nella maniera più nobile, per tanti anni, la tua professione al servizio della collettività, senza mai dimenticare l’impegno sociale e la custodia della memoria e dei valori che sono patrimonio fondamentale del nostro Paese”. Queste le emozionate ed emozionanti parole che hanno accompagnato la consegna da parte del presidente di RC Magenta, Giuseppe Invernizzi, del ‘Premio alla Professionalità’ al notaio, nonché socio storico del sodalizio cittadino, Giuseppe Parazzini, lo scorso 28 marzo, presso l’Hotel Excelsior.

    Tale riconoscimento rotariano, istituito dal 1999, costituisce una manifestazione concreta di apprezzamento nei confronti di chi o quanti (Associazioni, Enti, Aziende) si siano distinti, negli ambiti più diversi, nel proprio agire al servizio del prossimo. L’atto di consegna ha costituito il momento conclusivo di una Conviviale durante la quale lo stesso Parazzini ha intrattenuto i soci e i numerosi ospiti – c’erano gli studenti universitari del Gruppo ‘Oida’ e la loro ‘madrina’, la presidente dell’Associazione Culturale ‘Urbanamente’, Daniela Parmigiani – sul tema ‘L’Italia che cambia. Appunti dell’esperienza di un Notaio a Milano’. Di un notaio, di un professionista, ma, lasciateci dire, di un uomo che ha saputo trasmettere contenuti e messaggi significativi con la leggerezza di un racconto, arricchito da aneddoti, pennellato con sense of humor, che ha spaziato dagli anni del praticantato a Cuggiono,” una vera scuola di vita…” , agli inizi della professione “nel 1977, quando il notaio era considerato un pubblico ufficiale, un puro esecutore”, in quel di Gabiano nel Monferrato, dall’esperienza “meno lusinghiera di Rho”, in cui ha tenuto la schiena dritta, al trasferimento a Milano nell’82. Nel tempo, dai suoi inizi, vi sono stati notevoli mutamenti sociali e politici. “Sono nati contratti sconosciuti, emersi diritti dei cittadini … si sono verificate pressioni sul notaio che si è trovato a dover conciliare le istanze della società con la Legge che non è adeguata”. Dunque, oggi, si vive la professione in modo diverso rispetto al passato, si percepiscono difficoltà, si avvertono nuove esigenze, si dibatte sul conflitto tra il concetto latino del ruolo del notaio e quello anglosassone. Cosa lo ha sostenuto e continua a sostenerlo? “Ho fatto volentieri il mio lavoro, ne ho tratto prestigio, soddisfazioni … la maggiore? essermi sentito utile alla società”, ha affermato Parazzini. Meditate, ragazzi (ai giovani di Oida,) meditate. “E meditate soprattutto sul fatto che – ha concluso con convinzione – per riuscire, dovete fare fatica” (non è una brutta parola quest’ultima!!!).

    Franca Galeazzi

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