Magenta, Il Proust di settembre con Giuseppe Miramonti

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    MAGENTA –  Per anni docente di Educazione Musicale presso la Scuola Media ‘Francesco Baracca’ (oggi parte dell’Istituto Comprensivo Carlo Fontana), il ‘Mira’ è una delle ‘anime’ più attive e conosciute dell’Associazione Culturale Totem, nonché padre di tre brillanti musicisti: Maddalena, Marcello e Margherita.

    Il tratto principale del suo carattere?
    La pazienza.
    La qualità che preferisce in un uomo?
    La tenacia.
    E in una donna?
    La femminilità e l’intelligenza.
    Il suo principale difetto?
    Dire sempre “sì”.
    Il suo sogno di felicità?
    Non so: sono abbastanza contento di quello che ho e di quello che non ho.
    Il suo rimpianto?
    Forse non aver provato altre strade realizzative.
    Il giorno più felice della sua vita?
    La nascita del primo figlio (figlia).
    E il più infelice?
    Forse i giorni della morte dei miei genitori.
    L’ultima volta che ha pianto?
    Piangere per un dispiacere? No so. Ma spesso mi scendono lacrime alla visione di un film o all’ascolto di tragiche notizie.
    La sua occupazione preferita?
    Svolgere lavoretti manuali.
    Materia scolastica preferita?
    Matematica, Arte … ma poteva piacermi tutto, dipendeva dal prof che la proponeva.
    Autori preferiti?
    Non ho preferenze evidenti.
    Libro preferito?
    Uguale, ma se è di carattere storico, meglio.
    Attore e attrice preferiti?
    Quelli bravi.
    Film cult?
    Non ne ho. Amo alcuni film, diversi per genere, che rivedo con piacere secondo il mio umore.
    La canzone che canta sotto la doccia?
    L’incipit dell’ultimo tempo della Quinta di Beethoven. E’ solo, come diceva Gaber, per trovare la temperatura dell’acqua.
    Colore preferito?
    Forse il giallo … anche il rosso. Ma, siccome sono umorale, dipende dal momento.
    Fiore preferito?
    L’ortensia.
    Città preferita?
    Venezia.
    Personaggio storico più ammirato?
    Gino Strada (non è ancora sui libri di storia).
    Personaggio politico più detestato?
    Gianfranco Rotondi (nuova Democrazia Cristiana), Gianluigi Paragone.
    Il dono di natura che vorrebbe avere?
    L’ orecchio assoluto.
    Se dovesse cambiare qualcosa del suo fisico, cosa cambierebbe?
    La colonna vertebrale e le sue ernie.
    Stato d’animo attuale?
    Abbastanza tranquillo.
    Le colpe che le ispirano maggior indulgenza?
    Quelle legate alle consegue dei bisogni primari.
    Come vorrebbe morire?
    Nel sonno.
    Il suo motto?
    Non pensare troppo … fai.

     

    A cura di Franca Galeazzi

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