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Magenta: il centro don Tragella, la Fede e il martirio

Il Centro Culturale Don Tragella presenta la testimonia di fede e di martirio di Edith Stein e Etty Hillesum. In occasione del Giorno della Memoria Gianni Mereghetti, docente di storia e di filosofia, racconta i percorsi di vita di due donne vittime dell’Olocausto attraverso i loro scritti.

MAGENTA – In occasione del Giorno della Memoria, il Centro Culturale Don Tragella organizza un incontro sul “Percorso umano, testimonianza di fede e di martirio di Edith Stein e Etty Hillesum” sabato 30 gennaio 2016 ore 16.30 presso la sala Consiglio Comunale (via Fornaroli 30 – Magenta).

All’incontro sarà presente Gianni Mereghetti, docente di storia e di filosofia presso il Liceo Pascal di Abbiategrasso, che racconterà la testimonianza di fede e il martirio di queste due donne attraverso l’intensità e la profondità dei loro scritti.

Il Centro Culturale ha scelto la figura di Edith Stein e di Etty Hillesum, entrambe di origine ebraiche, perché sono state vittime delle barbarie naziste (moriranno nel campo di concentramento di Aushwitz) e hanno come punto in comune la loro ricerca della fede in un momento così tragico per il loro popolo e per la storia europea.

Sono state due donne di cultura, di spiritualità ed esempio di grande umanità nonostante le loro storie di vita differenti che hanno avuto lo stesso tragico epilogo.

Edith Stein: filosofa tedesca, inizialmente atea, si avvicinerà al cattolicesimo fino a diventare monaca carmelitana scalza (facendosi chiamare Teresa Benedetta della Croce) durante la guerra. Venne arrestata nei Paesi Bassi dai nazisti e rinchiusa nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau dove trovò la morte. Nel 1998 Papa Giovanni Paolo II l’ha proclamata santa e l’anno successivo l’ha dichiarata compatrona d’Europa. Di lei Giovanni Paolo II ha detto: “Una personalità che porta nella sua intensa vita una sintesi drammatica del nostro secolo, una sintesi ricca di ferite profonde che ancora sanguinano; nello stesso tempo la sintesi di una verità piena al di sopra dell’uomo, in un cuore che rimase così a lungo inquieto e inappagato, fino a quando finalmente trovò pace in Dio”.

Etty Hillesum: giovane scrittrice olandese, piena di interessi, di lei conosciamo un diario personale dove si evince la sua ricerca di un dialogo continuo con Dio, di una spiritualità del quotidiano. Morirà al campo di concentramento di Auschwitz insieme alla sua famiglia. Proprio da Auschwitz nel luglio-agosto 1943 scrive “La vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere. E se sopravviveremo intatti a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita. Forse io sono una donna ambiziosa: vorrei dire anch’io una piccola parolina”.

edithstein

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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