CronacaNews

Magenta: il 21 esimo San Martino d’Oro ai gemelli diversi Renato e Rodolfo

Premiati Confalonieri e Re, amici fin dall'infanzia e uniti da un destino comune

MAGENTA – Il calore dell’amicizia che lega sin dall’infanzia Renato Confalonieri e Rodolfo Re  – a loro il 21esimo San Martin d’Oro – e i colori (degli Scaut e dei Vigili del Fuoco) del costante gratuito impegno nel porsi al servizio degli altri hanno riscaldato la fredda notte della Festa del Patrono. I due hanno condiviso molto nella vita e ora stanno increduli (“non avrei mai pensato a una cosa così per me”, dirà fuori scena Rodolfo Re) e commossi (“un grazie a chi ha scelto di darmi questo premio, ma grazie soprattutto alla mia famiglia per la comprensione e il supporto alle mie scelte di volontario”, dirà con la voce spezzata dall’emozione Renato Confalonieri), lì,  sull’altare,  a ricevere l’applauso riconoscente di Magenta. Della storia di questi  ‘gemelli diversi’,  nati a quattro giorni di distanza l’uno dall’altro, che dagli 8 agli 80 anni non hanno smesso adoperarsi per la comunità, racconta in un lungo discorso il presidente della Pro Loco, Pietro Pierrettori, lui pure affetto da nodo alla gola in alcuni passaggi del suo dire.

Un denso elenco di vicende – di cui protagonisti sono stati Confalonieri e Re – di date, di nomi di persone e di Associazioni  che hanno scritto la storia passata e recente della nostra città ( Re ne ha raccolto una straordinaria documentazione fotografica) e non solo. Poi, arriva il momento della consegna delle targhe del San Martino d’Oro,  accompagnata dalle parole del parroco, don Giuseppe Marinoni, sul valore dell’amicizia e della Sindaco Chiara Calati su quello della fraternità, della compassione, dell’attenzione alle giovani generazioni. Poi, arrivano le strette di mano delle autorità intervenute alla cerimonia. Sull’altare maggiore salgono i Consoli di Francia, Ungheria, Romania e Bulgaria, il Consigliere Regionale Luca del Gobbo di verde fasciato (colori della Lombardia non della Lega!) e quando il Renato ‘pompiere’ e il Rodolfo scendono i gradini  esplode l’abbraccio dei familiari, degli amici Scaut e Vigili del Fuoco, di tanti conoscenti; ci sono i complimenti dei Sindaci del territorio (notiamo un’elegante Fortunata Barni da Robecco sul Naviglio ), dei rappresentati in o senza divisa di varie Istituzioni e di quanti hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento negli anni precedenti. Concludiamo con una frase:  “… il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri”. Un monito – tratto dall’ultima lettera di Baden Powell agli Scaut – che i Nostri,  lo ha sottolineato Pierrettori, hanno seguito appieno.

Franca Galeazzi

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