Magenta, “I Sindaci del SI’: “Stufi di essere presi in giro, il ministro ci riceva a Roma entro dicembre””

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    MAGENTA – Stanchi di essere presi in giro, stanchi di dover aspettare, ma soprattutto non disposti ad accettare “la tattica (del Movimento 5 Stelle ndr) di chi intende procrastinare all’infinito questa situazione così da poter dire che il progetto ormai è superato”.

    Questo pomeriggio presso la Sala Giunta del Comune di Magenta  si sono ritrovati con Chiara Calati, i colleghi Andrea Sala di Vigevano, Guglielmo Villani di Ozzero, Fortunata Barni di Robecco sul Naviglio e Roberto Albetti, assessore di Abbiategrasso ma già sindaco di Bià, proprio quando il tema strada sembrava stesse vivendo un momento importante ma che poi non è arrivato. Già perché questa Vigevano Malpensa assomiglia tanto ad un ‘aspettando Godot..’ .

    Ma il diktat degli amministratori locali adesso è di nuovo chiaro e forte. “Con questa lettera inviata al Ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli chiediamo di essere ricevuti al più presto, e soprattutto che venga pubblicato il bando così da partire con la cantierizzazione”  ha ribadito il sindaco della città ducale Sala.  “Non si era mai vista un’opera che aveva avuto il via libera dal CIPE a febbraio 2018, trovarsi ancora in questo limbo dopo così tanti mesi”.

    I Sindaci del SI’ – che hanno tenuto ad evidenziare non sono affatto i Sindaci del cemento – non ci stanno poi “che la loro voce venga mediata da Consiglieri regionali come De Rosa del Movimento 5 Stelle, che neanche conoscono peculiarità e problematiche di questo territorio”. E a questo proposito il Sindaco di Robecco sul Naviglio Barni, decisamente la più ‘frizzante’ durante la conferenza, ha svelato un aneddoto a tratti imbarazzante: “Mi ricordo che durante la prima riunione  non sapeva neanche bene, dove si trovasse il mio paese Robecco sul Naviglio, tanto da pensare che il nostro territorio comunale fosse confinante con quello di Cusago…”.

     

     

    Che dire, colpito e affondato. “Perchè a questo punto – ha ripreso Sala – non si può mica fare come al gioco dell’oca, forse, però, c’è qualcuno al Ministero dell’Ambiente che vorrebbe farci tornare al punto di partenza. Ma questo non è possibile, o meglio se qualcuno intende perseguire questa strada se ne deve assumere le responsabilità non solo di natura politica”. Tanto che il primo cittadino vigevanese, alla luce di un progetto approvato e che aveva avuto l’OK anche dall’allora Ministro dell’Ambiente dopo il passaggio al CIPE, ha adombrato la possibilità anche di un danno erariale. “Perchè non si può continuare a spendere i soldi dei contribuenti perdendo tempo e facendo scappare le aziende da questo territorio”. Perché l’argomento della viabilità è legato a doppio filo a quello dell’appeal che l’est Ticino e tutta la Lomellina possono ancora trasmettere a chi fa impresa.

    A riguardo, le parole del Sindaco di Ozzero Villani sono state emblematiche: “Il mio paese ha perso in pochi anni oltre 100 abitanti, che rispetto ad una popolazione di 1.500 persone è tantissimo. Assistiamo ad una continua dismissione del tessuto industriale. Non è possibile rimanere così ostaggi dei diversi governi che si avvicendano”. Impresa che significa anche turismo come ha ben messo in evidenza Roberto Albetti da Abbiategrasso.

     

    “Ormai è chiaro che dobbiamo confrontarci con la tecnica del rimando, così come con i Comitati del NO che in modo un po’ furbesco si sono trasformati nei Comitati ‘dal fa nient’…”. Chiara qui l’allusione alla proposta che Città Metropolitana dia corso alla riqualificazione dell’attuale arteria di collegamento. “Naturalmente – ha proseguito l’esponente della Giunta di Cesare Nai – saremmo ben lieti di poter realizzare anche la tratta B dell’originario progetto, vale a dire il collegamento con Milano. Ma affermare oggi ancora la riqualificazione della Milano Baggio assomiglia ad una barzelletta perché in tutti questi anni la Provincia e oggi Città Metropolitana non ha mai avuto la forza e la volontà di perseguirlo realmente”. Albetti ha poi continuato: “Non vogliamo essere i parenti poveri di nessuno, anche sul raddoppio della Milano Mortara occorre andare avanti, non è più tollerabile una situazione del genere con i disagi che con l’inverno si moltiplicheranno”.

    In chiosa il Sindaco Barni, indubbiamente la più dura nel suo affondo: “Sono rammaricata per non dire disgustata. Dopo sei anni da Sindaco mi trovo a dover ripetere sempre le stesse cose. La strada serve per la salute dei miei cittadini, così come per la valorizzazione di questo territorio, oltre che per i motivi già detti dai miei colleghi. Forse, servirebbe un po’ di silenzio e onestà intellettuale da parte di chi oggi vuole metterci i bastoni tra le ruote”.

    Ultima stoccata sulle osservazioni: “Noi amministratori locali abbiamo presentato al governo una serie di osservazioni preziose, per cercare migliorare ancora il progetto e risolvere questioni legate alla circolazione locale. Su questo dovrebbe concentrarsi oggi il lavoro del Ministero e non su altro”.

    Al termine la firma del documento inviato al Ministro attraverso PEC. “Il nostro auspicio – ha detto ancora il Sindaco Calati – è di essere ricevuti al più presto, certamente entro fine anno così da esporre al Ministero qual è la situazione reale dei fatti”. Sì, perché dopo i fiumi di parole che nell’est Ticino si sentono su questo tema dal 1999 è l’ora dei fatti. E soprattutto dei cantieri possibilmente aperti.

     

    Fabrizio Valenti

     

     

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