Magenta & giunta: la Calati come sempre sbaglia tutto (sul metodo) mentre azzecca il nome

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    MAGENTA – E’ davvero ammirevole la capacità del sindaco pro tempore di Magenta, Chiara Calati, di NON azzeccare le mosse politiche in questi tre anni (ormai pieni) di mandato.

    Paiono remoti i caldi giorni del luglio 2017, quando la nuova giunta si presentava al cospetto dei magentini con la consueta voglia di fare mista ad entusiasmo.

    Eppure, già da allora, i primi scricchiolii erano evidenti, e questo giornale- come capita alla Calati con gli errori, ossia sempre- fu il primo a scriverlo: insediare in giunta persone del tutto prive di esperienza amministrativa, affiancante a un sindaco che non aveva mai fatto neppure un giorno in Consiglio comunale, fu un errore marchiano.

    Vogliamo fare un bilancio della reggenza di Alfredo Bellantonio? Transeat. Vogliamo discettare di quali grandi innovazioni, rispetto al passato, abbia portato Patrizia Morani? Ci spiace poi, e davvero, dover constatare che in tema di sport e affini lo sforzo indiscusso di un giovane come Luca Aloi lasci per ora diverse ombre, a partire dall’imminente questione stadio (di cui NON sappiamo, a oggi 23 luglio, cosa accadrà circa gli accordi da rinnovare entro 8 giorni).

    Laura Cattaneo ci sta mettendo anima e impegno (ma ha rischiato di saltare, ormai lo sanno anche i muri), mentre Rocco Morabito- l’uomo di NCI in giunta- ha cercato di produrre sforzi apprezzabili, come la Festa della Famiglia del 2018, ma i fondi erano pochi e i risultati- di conseguenza- così così.

    E allora cosa avevano proposto, a nostro avviso giustamente, maggiorenti che vivono da anni di pane e politica come Luca Del Gobbo e Umberto Maerna? Azzeramento pressoché totale della giunta, escluso l’unico navigato ‘imbarcato’, ossia Simone Gelli,  e inserimento di nomi di peso per puntellare gli ultimi due anni.

    Ovviamente come replica Chiara Calati? Tenendo ai margini NCI ed FDI e inserendo un terzo assessore della Lega (come scritto da noi settimana scorsa), la cui identità agli stessi consiglieri di maggioranza viene svelata da un post di Ticino Notizie.

    Nessuno, tranne in casa Lega ovviamente, ne sapeva nulla. Errore su errore, mentre il primo cittadino pro tempore parla di tavoli e discussioni. Quali, se di Simone Tisi non era stato avvisata nessuna altra forza di maggioranza?

    Un’autocrazia indigeribile, in una città come Magenta.

    E mentre il segretario del Pd, Rondena, annota che “l‘Amministrazione Comunale di Magenta si sposta a destra e diventa sempre più color “verde Lega”. La cosa più interessante riguardo le ultime news politiche magentine non è tanto il peso maggiore assunto dal Carroccio in Giunta (è l’unico partito rimasto sempre e comunque legato alle sorti del Sindaco Calati – anche lei quasi leghista), sono interessanti e “divertenti” i consiglieri e i partiti di maggioranza che continuano a lamentarsi dell’Amministrazione e a sostenerla lo stesso, pur subendo l’ennesima decisione che non condividono appieno. Anni di critiche, litigi e fratture e l’unico commento è: speriamo in un cambio di passo perché finora si è fatto troppo poco”, paradossalmente l’unica mossa giusta della Calati è la persona designata, pur nell’errore-grave-di metodo.

    Simone Tisi è una persona di preparazione indiscussa. Anche lui, al pari di molti altri esponenti dell’esecutivo, è privo di esperienza amministrativa.

    Tuttavia, scegliendolo (e brava anche la Lega nel proporlo), il centrodestra puntella la squadra con un giovane uomo che non ha paura di esprimere idee coraggiose sulla famiglia, ma soprattutto la Calati coglie il risultato (tutt’altro che secondario) di riannodare i fili della politica tra una parvenu (della politica) e l’haute bourgeoisie magentina.

    Si tratta del cosiddetto ‘livello superiore’, che non ha sempre connessione diretta col consenso spiccio ma una funzione (se possibile) ancora più importante.

    La scommessa (forse inconsapevole) della Terza Repubblica magentina di Lega e centrodestra, ossia essere e performare meglio dei tempi di Del Gobbo e della coalizione che viaggiava puntuale sopra il 65%, è molto più di un azzardo. 

    Appare evidente anche al più sprovveduto degli osservatori che i 3 anni di giunta Calati (per quanto da ora, con la stagione dei lavori pubblici finalmente avviata, si percepisca odore di svolta) che la qualità di questo cdx è imbarazzante (nel suo complesso) rispetto al passato.

    Ma allora chi avrà il coraggio di dire a Chiara Calati, nel 2022, ‘arrivederci e grazie’ e presentare un nuovo candidato sindaco? Perché la voce che circola insistente nei corridoi della politica è questa, e non certo qualche ricostruzione macchiettistica degna di un film di Fantomas (e del giornalista Fandor).

    Peccato che ad oggi sia solo un ‘flatus vocis’. Sarà Simone Tisi a far(ci) cambiare idea? Maybe, direbbe sir Winston Churchill. Compito difficile ai confini dell’improbo, ma niente è impossibile in politica. Persino che una come Chiara Calati cominci ad azzeccarne più d’una (in fila).

    Fabrizio Provera (in versione ‘Il veleno di Dragonera’)

    Ps l’immissione di giovani professionisti di area, in un’ottica di rinnovamento nel rispetto delle capacità personali, è sempre cosa buona e giusta, quindi l’operazione Lanticina-Asm ha tutta la sua ratio. Ma vediamo un po’.. Possibile che a nessuno, nessuno, sia venuta in mente la possibilità di inserire la Lanticina in giunta e approfittare del fatto che a Magenta c’è uno degli amministratori di municipalizzate di area migliori su piazza? Mi riferisco, solo ora a cose fatte e per eleganza, a Umberto Maerna, che oltre a essere stato Vicepresidente della Provincia di Milano è stato numero 2 di Amsa, utility con fatturato da centinaia di milioni in euro (un po’ più degli 11 di Asm..)? Chi scrive ha lavorato con lui 9 anni, a libro paga degli enti nei quali prestava servizio. Quindi era inelegante che fossi io a farne il nome. Ma prendo atto che nessun altro ‘si è preso la briga’. Altro errore, l’ennesimo, del sindaco pro tempore di Magenta. Ma ormai sono così tanti che uno o due in più non si notano neppure..

     

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