Magenta, Gelli e il no agli islamici: “Regole chiare per tutti, qui si continua a ciurlare nel manico….”

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    MAGENTA – “I toni e la protervia utilizzata dall’Associazione islamica magentina Moschea Abu Bakar sono irricevibili. E questo sarebbe il dialogo che praticano? Abbiamo spiegato e ribadito in più circostanze che a proposito dei luoghi di culto, c’è un regolamento di Polizia Urbana, peraltro approvato in tempi non sospetti, che deve essere rispettato al pari della normativa regionale. Pertanto, non capisco la pervicacia con la quale questa Associazione continua a rinfocolare questa polemica”.

     

    Non ci sta il Vice Sindaco della Lega Simone Gelli a passare per razzista. “Ho sentito e letto cose inaccettabili, per esempio, che per la nostra Amministrazione ci sarebbero cittadini di serie A e di serie B. Niente di più falso. Le regole e i regolamenti valgono per tutti”.  In merito poi alla questione della libertà di culto l’Assessore del Carroccio aggiunge: “A Magenta mal contate, ci saranno almeno una decina di confessioni religiose, allora, seguendo questo ragionamento dovremmo costruire non solo Moschee ma anche Sinagoghe e chi più ne ha, ne metta…..”.

    “E’ evidente allora che un conto è la libertà di culto, sacra e inviolabile, e di tutt’altra natura è il tema delle strutture. Idem dicasi poi per una serie d’interrogativi legati alla gestione dell’ordine pubblico che più volte in tono pacato, ho posto al Signor Ayub e alla comunità islamica, durante le diverse riunioni che abbiano avuto, ma rispetto ai quali non c’è stata alcuna risposta….”.

    E veniamo allora a questi quesiti senza risposta. “Per esempio anche per l’ultima Festa del Sacrificio, si chiedeva un luogo che contenesse un certo numero di persone. Ma chi ci garantisce che poi quel numero venga effettivamente rispettato? Se un luogo tiene 200 persone e poi ne arrivano 2.000? Chi si fa carico di questa situazione?“.

    Questioni che Gelli ha messo più volte sul tavolo ma senza aver avuto dei riscontri precisi. “Vedo però che l’unica risposta che ci arriva è quella di ricorsi in tribunale. Perfetto se questo è il dialogo che vogliono questi signori ce ne faremo una ragione….”.

    Il Vice Sindaco torna poi al problema di fondo di tutta questa vicenda che si trascina ormai da mesi, ossia, il cosiddetto piano delle attrezzature religiose che manca nel Piano di Governo varato dall’Amministrazione di Marco Invernizzi.

    “Anche qui – chiosa Gelli – fateci capire meglio, perchè prima il capogruppo del PD Enzo Salvaggio ha sostenuto che è mancato il tempo per farlo, poi è venuta fuori una seconda versione in base alla quale non c’era chiarezza rispetto alla normativa regionale…..Sta di fatto che chi oggi critica non ha fatto quello che oggi chiede a gran voce…..”.

    E si torna così alle accuse di strumentalizzazione. “Per noi ormai è più che una certezza– conclude Gelli  – c’è una parte politica in città che ha cavalcato e cavalca tutt’ora questa vicenda. Comportamenti ambigui per non dire altro. Noi almeno siamo chiari: per la nostra Amministrazione questo tema non è in agenda. Ci sono altre priorità ben più stringenti”. Più chiaro di così….

    F.V.

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