Magenta, ex Saffa: Invernizzi cala il tris d’assi e investimenti (all’inizio) per 80 milioni di euro

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    MAGENTA – Tutto esaurito in sala consiliare per la presentazione del piano sull’area ex Saffa, un momento qualificante per l’ultimo scorcio della legislatura di Marco Invernizzi.

    Ha esordito Franca Galeazzi, parlando di un’area “che riguarda la storia di tutti noi, di tutta Magenta”.

    Ha poi letto un racconto di Emanuele Torreggiani, che ha rievocato l’epoca delle migliaia di operai e impiegati che lavoravano nella cartiera di Pontenuovo. “Dentro la fabbrica, il pane a vita”, l’evocativa narrazione di ET. “Oggi le sirene non cantano più”, si conclude il brano.

    Il progetto sull’area ex Saffa è stato illustrato dal professor Fiorenzo Galli del Museo della Scienza, William Guerra di Civitas Vitae ed Oreste Pozzi.

    Marco Invernizzi è intervenuto ricordando che “il piano sull’area Saffa nasce, come discussione, nel 2014. 4 anni che sono serviti per lanciare idee, trovare partner e ricercare soluzioni. Abbiamo trovato porte chiuse ma siamo andati avanti con caparbietà. Nel 2015 abbiamo incontrato sulla strada il Museo della Scienza, da lì un lungo percorso a ostacoli con deviazioni e tentativi non andati a buon fine. E’ risultata essere decisiva la mostra sulla Saffa di Urbanamente, da lì è cominciata una svolta progettuale. Da qui abbiamo trovato 3 prestigiosi partner: il museo della Scienza, Civitas Vitae e la Società Umanitaria. Da loro è nato un protocollo, un accordo mirato a definire il futuro dell’area. Gli investimenti sono ingenti e duplici: per la bonifica dell’area anzitutto, poi per lo sviluppo del piano vero e proprio. Parliamo di cifre dai 60 agli 80 milioni di euro. I lavoratori sull’area di Boffalora manterranno il posto, il piano non li tocca. Non andremo a toccare aree confinanti. E’ un piano, ovviamente, che toccherà da vicino tutto il territorio e i Comuni circostanti”.

     

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