Magenta, elogio di Franco Bertarelli. L’impolitico sognante

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    MAGENTA – “Sono nato a Monza il 18 settembre 1948. Coniugato con tre figli, Paolo, Manuela e Attila. Laureato a pieni voti in Medicina nel 1976, specializzato in Oculistica dal 1979, ho lavorato negli ospedali di Magenta e Abbiategrasso fino al 2000. In seguito libero professionista. Ho militato in gioventù nel Movimento Sociale Italiano per poi passare alla Lega Nord appena Gianfanco Fini (per il quale ho nutrito da subito un’antipatia viscerale) ha sostituito Giorgio Almirante. Sono stato eletto sindaco di Magenta nel 1993 e ho creato la Azienda Municipalizzata come società multi servizi. Capogruppo della Lega nei due mandati di Luca Del Gobbo, giudicato dallo stesso il miglior consigliere di maggioranza. Per evidenti ragioni anagrafiche, è la mia ultima occasione di servire ancora Magenta, città che ho imparato ad amare come la mia Milano”.

    Franco Bertarelli (quella che avete appena letto è la sua auto descrizione), candidato consigliere della Lega Nord alle Comunali di giugno, è una persona perbene. Come direbbe Indro Montanelli, sul cui Giornale il fratello Massimo Bertarelli ha esercitato per anni da critico cinematografico (le sue recensioni sono state una delle cose più belle e divertenti, per noi montanelliani di vero conio), Franco  Bertarelli è un uomo che viene da lontano.

    Sindaco per due anni e rotti, quando (ne parleremo presto) a Magenta la fantasia salì al potere (la coppia Bertarelli sindaco ed Emanuele Torreggiani vice sindaco fu qualcosa di misitico), Bertatelli è uno di quegli uomini a cui la politica ha tolto parecchi soldi (quando divenne sindaco, la sua attività di medico oculista non incrementò propriamente i guadagni) ma non certo il senso dell’onore.

    Franco Bertarelli, a tratti impolitico, persino fanciullesco nel suo rigore:  durante i consigli comunali, quando mi rompevo i coglioni dopo circa 20 minuti (non c’erano propriamente De Gasperi o Miterrand da ascoltare, e le belle ragazze da ammirare discinte nei mesi d’estate erano pochine), ricordo un suo discorso memorabile sulla politica estera, nel quale attaccò ferocemente gli Stati Uniti e persino Israele, in nome dell’Europa. A sinistra rimasero a boccaperta, tra i consiglieri di maggioranza  d’allora nessuno o quasi lo capì (forse, solo Luca Del Gobbo e Marco Maerna).

    Bertarelli è così: la comunità della Destra dovrebbe chiedergli scusa per non aver capito in tempo- come invece capì perfettamente lui- che il signor Tulliani avrebbe picconato non tanto la corruzione e il malcostume, bensì la storia gloriosa di una intera area umana e politica.

    Per questa, e tante altre ragioni (un uomo che battezza suo figlio Attila ci è istintivamente simpatico), a noi Franco Bertarelli piace e anche parecchio. Politico dell’Ideale, quindi impolitico, ci ricorda nei modi e nel vestire il barone Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse, che certamente conobbe a Milano. Stesso stile, stessa eleganza. Un uomo per cui la parola data e il senso cavalleresco della contesa politica sono sempre valsi più dei calcoli o delle convenienze.

    Ce ne vorrebbero a bizzeffe, di politici come Franco Bertarelli. Per questo, e anche per molto altro, noi di Ticino Notizie ci inchiniamo rendendogli omaggio.

    Fabrizio Provera

    Nella foto: Bertarelli con Francesco Speroni nel 1993

     

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