Magenta e sciopero della Polizia Locale, Razzano come la Thatcher: ‘Non arretriamo di un passo’

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    ‘Umanamente sono molto dispiaciuto, ma non possiamo cedere a dei ricattti. La Battaglia? Nessun cittadino si accorgerà di niente’

    MAGENTA – “Lo sciopero del 4 giugno non è solo un ricatto contro l’Amministrazione, ma è un’offesa alla storia, alle tradizioni e al cuore della città. Tutte le manifestazioni della Battaglia si svolgeranno secondo programma, senza alcun cambiamento”.

    E’ perentorio il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Paolo Razzano, che usa quelli che per certi versi furono i toni adottati dal leggendario premier brittanico (conservatore..) Margaret Thatcher, quando per mesi e mesi non si piegò allo sciopero dei minatori e di lavoratori dei pubblici servizi.

    I ‘ghisa’ del comando di via Crivelli, domenica 4 giugno, sciopereranno proprio nel giorno in cui Magente celebrerà la Battaglia del 1859. Il nodo è soprattutto la concessione dei buoni pasto, su cui Razzano è sintetico e categorico: ‘La legge non permette di assegnarli così come ci viene richiesto. Per quanto riguarda le altre richieste, negli anni siamo sempre stati concilianti e disponibili. Lo sciopero di domenica mi rammarica soprattutto dal punto di vista umano. So che non tutti gli agenti concordano su questa scelta, eppure ci sono state forte pressioni. Il servizio di vigilanza sarà garantito dal comandante, dagli ufficiali e dal personale volontario. Nessun magentino o turista si accorgerà di  nulla. Ripeto, noi andiamo avanti. A sette giorni dal voto, il sapore propagandistico di questa decisione appare chiare”.

    Razzano ‘stoppa’ la crisi
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