Magenta e moschea/2, Gelli: ‘Quando nel 2008, in via Oberdan..’

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    MAGENTA – Voglio raccontarvi un aneddoto: nel 2008, a Magenta, in Via Oberdan la comunità mussulmana, aprì un centro culturale. Dopo qualche mese du chiaro a tutti che quello non era più un luogo in cui la comunità si trovava per socializzare. Quel luogo era stato trasformato, in barba a tutte le nostre leggi, in un luogo di culto. Mancava la compatibilità urbanistica. Si dovette battagliare per chiudere il centro. Del caso si interessò anche la stampa nazionale, testate televisive regionali, oltre che ovviamente le forze dell’ordine. Al tempo ricoprivo la carica di Assessore presso il nostro comune. Come Lega Nord facemmo proprio in quella zona diverse manifestazioni. La comunità islamica fece una conferenza stampa nella quale uno degli imam, di fronte a diversi giornalisti prese una mia foto e con un pennarello rosso ci tirò una bella croce sopra. Un gesto di sfida? Una minaccia? Un avvertimento? Non lo sapremo mai.

     

     

     

     

     

     

     

    Con un post su Facebook, il vicesindaco Simone Gelli rammenta la battaglia politica (dura) che oppose Lega, Comune e fedeli islamici attorno al centro di via Oberdan.

    Sta di fatto che quella persona che guidava il gruppo della comunità, l’altra sera me la sono ritrovata in Piazza Formenti. 
    Ora, non certo criminalizzo la colorata comunità che qualche sera fa si è presentata pacatamente sotto il comune di Magenta. Certo è che rivedere taluni personaggi che nella nostra città hanno dato ampliamente prova di fregarsene tranquillamente delle regole mi ha fatto un po’ specie. Specifico, così prevediamo menate da parte delle anime belle, che ho fatto presente tale fatto alle persone che abbiamo incontrato in delegazione l’altra sera. Così da essere corretto e trasparente sino in fondo. 
    È sempre bene non dimenticare la storia.  Potrebbe ripetersi”.

    Una ricostruzione che darà certamente ulteriore spazio alle polemiche su una disputa, ne siamo certi, destinata a durare ancora parecchio.

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