Magenta e moschea/1, Minardi: ‘Calati dovrebbe essere sindaco di tutti’

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    MAGENTA – “C’è una comunità islamica molto importante che sta crescendo anche a Magenta: vivono e lavorano qui, i loro bambini frequentano le nostre scuole, pagano le tasse e gli affitti, fanno la spesa. Alle amministrative votano. Pregano. Pregano un dio diverso dal mio, parlano una lingua diversa dalla mia, hanno cibi e vestiti e abitudini diversi dai miei. Ma sono uomini e donne come me, come noi. Sono comunità, vogliono un luogo dove riunirsi a pregare”.

    Questa è l’immagine scattata due giorni fa davanti al comune: hanno chiesto un incontro al Sindaco, tre di loro hanno potuto parlare con lei, le hanno offerto un bellissimo mazzo di fiori. Hanno avanzato una richiesta”.

    Non si sottrae neppure Silvia Minardi, dalla discussione scaturita dalla protesta dei fedeli musulmani di giovedì sera. E si registra la presa di posizione di un altro politico cattolico, dopo Enzo Salvaggio, che assume una chiara posizione a sostegno delle rivendicazioni degli islamici.

     

     

     

     

     

     

     

     

    “Quello che questa foto non dice è tutto il resto: a questa comunità – si dice 1500 persone su una popolazione di 24 mila abitanti – è stato detto di no nel nome di una legge regionale. Eppure c’è un’area che nel PGT potrebbe essere destinata a questo scopo.

    La verità? Non c’è la volontà politica di fare una scelta di accoglienza e di integrazione, di apertura. Prevale la paura. E non è la paura del diverso, ma la paura di aprire una discussione con la città, di provare anche gestendo questa richiesta a contrastare quei sentimenti di divisione che si leggono ovunque qui sui social e che si sentono in giro. La paura di perdere il consenso, di andare controcorrente. 
    Soprattutto… prevale la paura di essere il Sindaco di tutti, di rappresentare tutti… la paura di restare umani”.

    Un endorsement, insomma, che sembra andare nella medesima linea indicata dal Partito Democratico.

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