Magenta e luoghi di culto: è ancora bagarre politica

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    MAGENTA –  Quello della Moschea e, più in generale, della possibilità di realizzazione di nuovi luoghi di culto, è diventato il ‘tema dei temi’ della politica cittadina. Vuoi anche per le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi nel corso del confronto tra i consiglieri comunali del PD – in primis Enzo Salvaggio – e la comunità islamica con il suo portavoce Ayub.  Tanto più dopo la dichiarazione ‘incriminata’ in base alla quale “la Comunità islamica avrebbe più volte dichiarato di voler offrire al Comune 200/300.000 euro senza nulla pretendere per il bando relativo alla modifica del Piano di Governo del Territorio”.

     

     

    Il che ha creato un nuovo polverone con un affondo via facebook del sindaco Chiara Calati nei confronti di Salvaggio. “Sarà stata sicuramente un’errata interpretazione, perché non immagino che l’ex assessore all’urbanistica possa aver avvallato la tesi per cui un gruppo di persone o gruppi di interesse possano donare denaro al Comune per fare una variante al PGT, di cui potrebbero risultare beneficiari” questa la puntura di spillo del primo cittadino. “Resto, invece, in attesa di capire come mai l’assessore e l’ex amministrazione PD, avendo realizzato una variante generale al PGT, con tutto il tempo e le risorse a disposizione per inserire nello stesso anche il piano delle attrezzature religiose, ben consapevoli che suddetto piano era già previsto dalla Legge Regionale 12/2005 evidentemente già in vigore, non l’abbiano fattoha aggiunto Calati.

    Già perché l’argomento di fondo resta proprio quello del ‘famoso’ piano delle attrezzature religiose mancante.  Secca la risposta dell’altro ‘dem’ Paolo Razzano vice sindaco all’epoca dei fatti: “Molto semplicemente perché la circolare in base alla quale il piano delle attrezzature religiose veniva considerato obbligatorio è successiva al nostro Pgt”. Sta di fatto che il nodo, al di là dei formalismi, resta eccome.  Con il Pd che rilancia e allarga la questione a tutte le confessioni religiose. “Oggi a Magenta se ve ne fosse la necessità, non si potrebbe costruire nemmeno una Chiesa. Questa è l’Amministrazione del no” conclude Salvaggio. Insomma, la questione è complessa e  pare destinata ad andare avanti ancora a lungo. Alla luce anche delle differenti sfumature presenti nella maggioranza.

    Da un lato, la Lega che in una nota stampa di qualche giorno fa ha ribadito ‘senza se e senza ma’ il suo no alla Moschea. Dall’altro lato, l’ala cattolica di “Noi con l’Italia’ guidata da Massimo Peri,  Cristiano Andrea Del Gobbo e dall’assessore Rocco Morabito che non vuole – vedi vicenda della Santa Messa per la festa del rione San Rocco ‘cancellata’ dalla tensostruttura di piazza Mercato – che alla fine a rimetterci siano proprio i rapporti con il modo cattolico e moderato.

    Non da ultimo, in quest’ottica è costante l’azione mediatrice dell’ex sindaco Luca Del Gobbo subito pronto a ricucire e tener ben saldo il rapporto di armonia con il Prevosto don Giuseppe Marinoni. Il Consigliere regionale di NCI,  d’altronde, sa benissimo da politico navigato e intelligente qual è, che sarebbe perlomeno “tafazziano” pregiudicarsi i rapporti con una parte importante dell’elettorato, lasciando così campo aperto nel mondo degli oratori e delle parrocchie alla coppia Salvaggio Razzano.

     

    Fabrizio Valenti

     

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