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Magenta e Legnano: storia dei Marangolo, una vita per la ristorazione

Da papà Michele e mamma Rosalia ai figli Francesco e Rosario, la professionalità esemplare di una famiglia dedicata da decenni alla soddisfazione del cliente e alla passione per il proprio mestiere. Dal successo di Pizza in Casa alla gestione di due locali sulla breccia: Madreperla a Magenta e l’Altra Botte a Legnano

 

MAGENTA – Dovevate vederli, tutt’insieme all’opera, sabato scorso. Francesco Marangolo alla preparazione delle pizze, Rosario taglio e impiattamento, tre ore e mezza (quasi quattro) senza mai perdere un colpo, un attimo o un istante.

Mentre centinaia di persone si riversavano su Casa Giacobbe, sabato scorso alla prima edizione di Pizza in Casa, la famiglia Marangolo metteva in piedi una sorta di show.

Oltre a Francesco e Rosario, al cui fianco c’era il campione del mondo dei pizzaioli Pasquale Moro, c’erano anche papà Michele- che per tutta la serata è rimasto braccia conserte a fianco dei suoi ragazzi, a controllare che tutto filasse per il verso giusto- e mamma Rosalia, anch’essa vigile e attenta (anche a controllare la scatenata banda dei nipoti e delle nipotine…).

La storia di Michele, Rosalia, Francesco e Rosario Marangolo è la stessa che accomuna migliaia di famiglie, da nord a sud, accomunate dalla passione viscerale per un mestiere- l’essere ristoratore- che ti chiede tutto: 14, 16 a volte 18 ore al giorno, festivi ovviamente compresi. Dalla nativa terra di Calabria  a Magenta e Legnano: molti magentini ricorderanno i Marangolo alla guida di un locale in via dello Stadio, mentre da alcuni anni sono pienamente attivi (e costantemente esauriti..) il ristorante pizzeria Madreperla in via Donatori di Sangue, a Magenta, e l’Altra Botte a Legnano.

Alla guida di Madreperla, saldo sulla tolda, c’è Rosario. A Legnano, invece, Francesco. Con loro decine di collaboratori, un team affiatato che nelle serate di tutto esaurito (costante, per i due locali) abbiamo visto muoversi come un’orchestra, millimetrica nei passaggi, come una formazione perfettamente oliata e allineata.

La ristorazione, d’altro canto, chiede tutto ma ti restituisce- a costo della fatica- tantissimo. Non solo l’affetto e la vicinanza della clientela, ma anche una sincera ammirazione per un lavoro svolto talmente bene da far capire (specie ai giovani) che il guadagno non è MAI la motivazione principale per svolgere un mestiere a tratti massacrante.

La passione per il servizio, l’attenzione al cliente, il desiderio di offrire un pasto perfetto sotto ogni aspetto. E ricordatelo, ogni volta che sarete seduti tra gli spazi lindi e luminosi del Madreperla o dell’Altra Botte: dietro le tovaglie curate in ogni angolo, le posate, i calici di cristallo, le pizze gourmet o sfiziosi piatti di pesce ci sono cuore, passione, entusiasmo, assieme ad un amore per questo lavoro che non puoi capire, se non lo tocchi con mano.

Dietro tutto questo c’è una storia. Una famiglia. Un sentimento di appartenenza. E avendolo visto da vicino, noi ne siamo rimasti davvero ammirati. E folgorati.

Grazie signor Michele, grazie signora Rosalia, grazie Francesco, grazie Rosario. In un mondo che rinuncia troppo spesso ad imparare, voi c’avete dato- col sorriso e col silenzio- una lezione che non dimenticheremo facilmente.

In alto i calici. Per voi

Fabrizio Provera

 

 

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