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Magenta e la (non) Rigenerazione urbana: il “Koala” bacchetta tutti e si prende la ‘puntura’ di spillo di Razzano

L'ex vice Sindaco attacca a testa bassa l'Amministrazione Calati, ma ne ha anche per il PD e stavolta l'ex vice sindaco prende le distanze dai suoi partner di minoranza

MAGENTA – “Caro collega ex vicesindaco, condivido le tue riflessioni: l’urbanistica a Magenta è un disastro e questa Amministrazione non ha nessuna visione. Sia tu che io abbiamo fatto parte di maggioranze che, magari sbagliando, hanno elaborato proposte e tradotto in atti amministrativi le proprie progettualità. Consentimi invece di dire che la tua frase sul  PD Magenta  è quantomeno inopportuna. Una forza di minoranza non ha solo il diritto, ma anche il dovere di avanzare proposte. Quindi non vorrei che la critica ai democratici sia un modo per celare le mancanze del civismo magentino, incapace di mettere in campo un documento progettuale sullo sviluppo urbano della città”.
Paolo Razzano, ex vice sindaco e oggi fuori dal Consiglio comunale, continua a seguire da vicino la politica cittadina, benché abbia il suo bel daffare nell’occuparsi delle questioni a Palazzo Marino, nonché come responsabile Enti Locali del PD Metropolitano.
Non è una novità che da tempo Marco Maerna, ex Vice Sindaco della Giunta di Luca Del Gobbo, sostenga esternamente i civici di Progetto Magenta della prof.ssa Silvia Minardi. Così come il fatto che tra l’ex dem Minardi e Paolo Razzano, benché di acqua sotto i ponti ne sia passata eccome, le distanze rimangano e certi “sgambetti” siano ferite che bruciano ancora.
 
Maerna da parte sua sul tema della rigenerazione ha sparato a zero ancora una volta sulla Giunta Calati: 
“Se una amministrazione e un assessorato come quello allo sviluppo del territorio non hanno un progetto, un’idea, un percorso di sviluppo e crescita per la città e per il proprio territorio, nessuno strumento sarà utile per smuovere questa stagnazione questo immobilismo che poi paghiamo tutti. Parlare di urbanistica riguarda tutti, anche chi vive la città come abitante, come lavoratore, come commerciante ecc. Se non si mettono in campo azioni di sviluppo a medio e lungo termine la città è destinata ad una brutta fine. Non resterà più nessuno perché tutti si dovranno spostare altrove per lavorare, produrre, investire.
Lo strumento di rigenerazione urbana è un escamotage voluto dalla regione per mettere in moto risorse e attività di crescita con una minore burocrazia. A Magenta ha prodotto il nulla: 5 progetti di cui uno solo da parte di un operatore. Questo evidenzia che non c’è un messaggio, non c’è una idea e soprattutto che la nostra città non ha credibilità per gli operatori economici. Bene ha fatto Silvia Minardi a mettere in evidenza queste situazioni lacunose e ha denunciare la chiara incompetenza di chi amministra la nostra città oggi.
Bene ha fatto Minardi ad evidenziare l’assenza totale dell’imprenditoria solo una risposta… e, a mio avviso, la inopportuna presenza politica del PD locale che ha ben altre sedi per avanzare idee e proposte”.
Sono state le ultime righe della riflessione di Maerna ad indispettire Razzano che seppur in modo garbato, ma fermo risposto per le rime al Koala Nero.
Ad ulteriore conferma che non è affatto scontato – anzi non lo è proprio – che alle prossime elezioni Amministrative la minoranza si presenterà assieme.
Anzi, se dovessimo scommettere anche solo un euro, sarebbe più facile vedere una Silvia Minardi, essere una colonna portante di nuovo grande centro – magari con il suggestivo ritorno in campo di Luca Del Gobbo – piuttosto di un Progetto Magenta che fa da cameriere al PD cittadino. Ma di questo ne avremo modo di scrivere nei prossimi mesi.
F.V.
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Redazione Ticino Notizie

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