Magenta e il flop dei 5 Stelle, il duro (e lucido) j’accuse di Roberto Bertani

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    Come previsto da Ticino  Notizie, i pentastellati di Magenta hanno ottenuto ‘zero tituli’ e un magrissimo risultato

     

    MAGENTA – 636 voti, pari a un magro 6%, quasi la metà della percentuale raccolta a Corbetta alle comunali del 2017 da Daniele De Felice, mentre tre anni fa- alle Europee- Magenta dava 1900 voti al Movimento 5 Stelle, che erano addirittura 3.000 alle Politiche del 2013.

    E invece, come chi scrive aveva vaticinato in tempi non sospetti (a dispetto di chi accreditava i grillini al 15 o persino al 20%), Giovanni Caso ha richiato di finire ultimo su cinque candidati,

    Un risultato magrissimo che ha dato la stura, com’era prevedibile, a tutta una serie di analisi e critiche. A partire da Roberto Bertani, uno degli attivisti grillini più conosciuti (e lucidi) che in polemica col gruppo cittadino NON si è schierato a queste elezioni né presentato, assieme a Michela Perilli.

    Sulla sua pagina Facebook, Bertani attacca dicendo che “è persino inutile dire che era tutto previsto, la superbia se ne va a cavallo e torna sempre a piedi. Il malcontento a Magenta era diffuso bisognava solo saperlo intercettare con un po’ di buona sana umiltà e senza pretendere che la gente possa votare solo un simbolo”.

    Rincara poi la dose, aggiungendo “vi prego, risparmiate sulle vostre bacheche i confronti con le elezioni di 5 anni fa. M5s in questa tornata elettorale, specialmente qui in Lombardia nei nostri paesi, si trova di fronte ad una sconfitta di grandissime dimensioni. Almeno in questo caso non diventiamo come gli altri partiti per i quali non c’e’ mai nessuno che perde alle elezioni”.

    Una considerazione largamente condivisibile, se si pensa che l’insuccesso grillino a Magenta era facilmente prevedibile: una lista con molti sconosciuti, dove solo un paio di candidati sono andati oltre le 20 preferenze, e un mese condotto platealmente sottotono seppur con un candidato valido, ancorché poco aggressivo.

    Una possibile chiave di lettura la fornisce Umberto Silva, un altro attivista grillino locale:  Resto convito che se non si troverà il sistema per trovare alleanze su un programma,almeno nei Comuni questa sarà la situazione che ci troveremo per anni e anni, al di là delle persone che presenteremo”.

    Pensiero lucido, che si tramuta la maggior parte delle volte in esiti del tutto sconfortanti alle elezioni comunali della nostra zona (e non solo, com’è emerso anche durante questa tornata elettorale).

    Rimedi? A breve, difficile trovarne. Il calcolo dei seggi va ancora fatto, e non è ancora certo che Giovanni Caso ottenga un seggio in Consiglio comunale.

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