Magenta e il commercio. Le riflessioni di un cittadino

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    Riceviamo & pubblichiamo la riflessione sul commercio a Magenta. Chi ci scrive non è legato ad alcun partito e/o associazione, vi diciamo solo che il padre è stato per molti anni presidente dell’Unione Artigiani, premiato con l’Ambrogino d’Oro. Altre considerazioni, dunque, fatte da un semplice cittadino nato e cresciuto a Magenta, ex commerciante moltissimi anni fa, per portare ulteriori contributi e stimoli al dibattito costruttivo avviato in queste settimane dalle colonne di Ticino Notizie su dove va Magenta e quali strade deve imboccare per un suo effettivo rilancio.
    <<RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO – Avere un centro storico spoglio, poco illuminato, una galleria indecente, zero iniziative davvero valide per il commercio,una viabilità che non invoglia i potenziali clienti, pochi bar, i più, concentrati nella sola piazza con dehors diversi fra loro e con orari di apertura e ….chiusura  a proprio piacimento tanto che la piazza già alle 20 è praticamente spopolata etc….certamente non aiuta.
    Nulla contro la banda, le corse, la festa della birra, le solite bancarelle, la giostra etc. etc. tutte degnissime ma le solite cose da … paese che, portano gente peraltro spesso in un solo punto della città …. ma che non spende !   
    Andrebbero individuate iniziative che possano portare un target di persone che per età e disponibilità economica possano essere potenziali clienti delle diverse categorie merceologiche presenti .
    Un vecchio proverbio milanese diceChi volta el cùu a Milan, il volta al pan” , i prezzi degli immobili a Milano sono cresciuti enormemente e di conseguenza anche gli affitti, si dice che per troppa domanda entro 5 anni Milano non avrà più case libere !!
    Magenta ? centinaia di abitazioni libere e molti spazi commerciali vuoti.
    La zona ovest di Milano (la ns zona) oltre ad essere ben collegata per viabilità e collegamenti è certamente quella meno trafficata, rispetto ad altre direttrici,  con prezzi degli immobili sia commerciali che abitativi certamente alla portata dei …”Milanesi” .
     Sulla direttrice San Siro-Magenta (a parte Rho che già da Aprile ha firmato un accordo con i commercianti) Magenta è la città con più abitanti con scuole di ogni ordine e grado etc .
    Se vi fossero investimenti da parte dell’amministrazione per rendere la città più bella ed attrattiva e con una serie di servizi in linea con le esigenze di oggi etc, potrebbe poi pubblicizzare la stessa su Milano così da portare, magari incentivandoli, nuovi abitanti e nuovi negozi ; nuovi abitanti = più spese nei negozi di prossimità, più entrate per il comune etc etc
    Abbiategrasso è molto più viva, vivace ed attrattiva, (una volta era Magenta) dai 27000 abitanti nel 2011 oggi Abbiategrasso è a 33.000.. Magenta nello stesso periodo è passata da 22.900 abitanti a 23.900, eppure gli abitanti fra i 18 e i 65 anni (il target di riferimento nel commercio) sono il 63.5%, praticamente identico a Magenta 62% .   
    Vi siete mai chiesti perchè in città pur con la mancanza totale o quasi di alcune categorie merceologiche, quindi con poca o nulla concorrenza, le molte catene presenti in Italia o anche solo in Lombardia, non sono interessate alla piazza di Magenta ?
    Anche quando ….le cose andavano meglio, i brands commerciali di catene nazionali o regionali su Magenta sono sempre stati pochi ma certamente Magenta era considerata la città commercialmente più attrattiva anche per tutti gli abitanti dei comuni limitrofi .
    Bisogna scegliere cosa si vuole essere… una città dormitorio con turismo e shopping povero ….oppure, investire così da invogliare singoli imprenditori o società con piccoli o grandi capitali, pronti a rischiare ed investire al fine di creare quella continuità di negozi nelle vie che è “conditio si ne qua non”  per essere commercialmente attrattiva
    Un’amministrazione con una visione chiara di quello che si deve fare e si vuole far diventare la città, crea un circolo virtuoso che porta benefici e fa aumentare la voglia di fare anche a quei commercianti già presenti in loco.
    Se è pur vero che la clientela pare talvolta incontentabile e che spesso dimostra idee confuse su cosa vuole davvero, conoscitori del prezzo ma non del valore di quello che gli viene proposto,  pur non volendo fare di tutta un erba un fascio (vi sono delle ottime realtà)  consapevole delle difficoltà del commercio in ogni dove,  anche i commercianti però …..
    A volte per poca capacità imprenditoriale non avendo un background nel commercio, a volte per l’ovvia demotivazione dovuta alle difficoltà di far quadrare i conti, altre volte perchè è comodo sedersi sugli allori del tempo che fu….  è indubbio che vi sia oltre a poca scelta merceologica, poca diversificazione, un appiattimento verso il basso, troppi punti vendita che l’ultimo restauro interno, aggiornamento dell’arredo, delle luci etc è databile a quattro o cinque lustri orsono, molte vetrine sono lasciate buie la sera, iniziative interne ed esterne al punto vendita praticamente nulle…. solo la speranza, spesso purtroppo vana, di vedere entrare un gran numero di clienti….
    Ribadisco, sono momenti difficili e complicati per il commercio tutto, ben conscio che i soldi in tasca per i più non sono molti, inoltre sono cambiate le priorità, la casa, le ferie, il weekend, la pizza o il ristorante qualche volta  e poi il resto…. se si pùò ma, sono convinto che la differenza la può fare il “pacchetto completo “ ricerca prodotto, innovazione, disponibilità, preparazione simpatia di chi sta dietro il banco di vendita, belle vetrine, prezzo giusto, iniziative mirate puntando su emozione ed impulso etc etc come dire… quello che fa la differenza fra fare del commercio ed intraprendere e fare bottega  !
    L’impoverimento del centro storico fa obbligatoriamente diminuire la qualità della vita, la vivibilità della città va di pari passo con l’offerta commerciale del centro storico, una città bella ed attrattiva da fiducia e sicurezza ai cittadini, non bisogna dimenticare poi che essendo già la nazione con la popolazione più anziana del mondo i negozi di prossimità saranno sempre più necessari .
    Certo il problema del commercio esiste (online, c. commerciali, mall etc) ma qualcosa si può fare .. si deve fare, altri lo stanno facendo e in molti casi con buonissimi risultati .
    Collaborazione, azioni condivise, la giusta dose di rischio anche da parte dell’amministrazione e di tutte le associazioni di categoria sono l’unica strada.
    Prendiamo Arona, si certo direte, c’è il lago, il turismo etc…. tutto vero, eppure anche li il commercio di prossimità soffre !
    Il comune di Arona ha solo 13.800 abitanti (10.000 in meno di Magenta) ed entrate inferiori di oltre il 30% rispetto l’amministrazione Magentina eppure, dopo aver migliorato i servizi, non aver aumentato le tasse locali, abbellito la città e migliorato la viabilità …. per il commercio e per attrarre visitatori e investitori nel settore commercio riesce anche a proporre iniziative di altissimo livello…. per tutto l’anno !!
    Sponsor eccezionali ? leggendo i partner non pare …. il numero di attività è limitato e di piccole dimensioni
    Capacità di ….moltiplicare pani e pesci ?  non credo
    Buone … entrature ? forse
    Ricordando che, come diceva qualcuno “E’ un peccato non fare niente con il pretesto che non si possa fare tutto o peggio per dare priorità ad inutili inezie”
    Un meditato ripensamento da parte di tutti  credo sia doveroso….. forse anche da parte mia !  >>
    S.B.
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