Magenta, e adesso diamo i voti all’opposizione (e ne vedrete ANCORA delle belle…)

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    Dopo il pezzo di grande successo sui voti a Invernizzi e giunta, adesso passiamo col valutare Gelli, Del Gobbo, Viglio, Sgarella.. Tenetevi forte (bis)

     

    MAGENTA – Abbiamo lanciato un sasso nello stagno, lunedì, e creato un mini Tsunami. Il pezzo sulle pagelle a Invernizzi e giunta, sfondate le 4000 letture e i 280 commenti sui social, ha fatto e continua a far parlare di sè.

    Di questo diciamo GRAZIE, come sempre, ai nostri lettori.

    Abbiamo perciò deciso di dare i voti ai politici magentini d’opposizione. Cinture allacciate, si parte.

     

    SIMONE GELLI 7+ Poche balle: per 3 anni abbondanti la bandiera dell’opposizione l’ha tenuta lui, in solitaria, battagliando quasi completamente da solo contro Invernizzi e Razzano. Mentre gli alleati soffrivano della sindrome da principe Valium (dormivano) lui battagliava, alzava la voce, inviava comunicati. Ha cresciuto una sezione con diversi giovani capaci, ha lottato come da tempo accade con Massimo Garavaglia (raggiungendo poi la pace con l’elezione di Gb Fratus), poi ha fatto lo sforzo titanico di tenere unita la coalizione. Forse lì, il suo unico errore. Nell’anno del cosiddetto tavolo Bigogno (ne parleremo poi) il morso della tarantola, ossia l’endorsement di Sgarella per la sua candidatura a sindaco, è stato infruttuoso. Ricostituito un centrodestra fuori dai caminetti, Gelli ha messo la sua esperienza al servizio del gruppo, giocato per competere e poi si è fatto elegantemente da parte per la corsa a sindaco. Sarebbe anche stato da 8. Ma anche così è stato decisamente uno dei migliori. Senza se e senza ma.

    ROCCO MORABITO 5 La sua dimensione ideale era quella del governo di Luca Del Gobbo, dove faceva il pasionario movimentista. All’opposizione si è un po’ imbolsito, come del resto capita spesso. I suoi interventi in Consiglio comunale non passeranno alla storia.

    TINO VIGLIO Sv Troppa, la stima per l’ingegner Viglio dallo staff di Ticino Notizie, per affibbiare una insufficienza. Tino Viglio è da anni, decenni, uno dei baricentri della politica magentina, che segue con acume, lucidità d’analisi, conoscenza profonda della materia. Presenzialismo encomiabile, il suo. Per il resto, la sconfitta del 2012 ha forse suggerito di deviare l’auto verso il Sunset Boulevard. E così, se si eccettuano alcune perle dispensate qua e là durante i Consigli, restano poche tracce nel quinquennio alle spalle.

    FELICE SGARELLA 1 Sarà per le due lauree, per la spiccata vivacità intellettuale, ma noi il buon Felice Sgarella (che è stato consigliere comunale di Forza Italia per 5 anni,  nel caso vi fosse sfuggito) non riusciamo proprio a capirlo. Chi scrive ha una maturità liceale presa in 6 anni, dev’essere per quello. Sgarella affascina perché sempre in lotta. A volte con se stesso, talvolta con la perfetta sintassi. Però ci piace. Adesso pare destinato a tornare a casa, del resto nel 1988 si candidò a Magenta con il Partito Comunista Italiano. Rinverdisce in pratica un evergreen: torna a casa Sgarella.

    PATRIZIA MORANI Sv Non abbiamo ben capito cosa farà e con chi si candiderà. Anche se un’idea ce l’abbiamo, e punta verso Corbetta. Esperienza troppo breve per dare un giudizio.

    GIOVANNI LAMI 7 Ha battagliato duro su trasporto pubblico e Atinom. Condotto battaglie sulla scuola. Ma soprattutto, nel 2016, si è congedato con una lettera sullo stato del centrodestra che andrebbe letta, riletta e compulsata. Perché anticipò, appunto d’un anno, quello che stava per avvenire (e sta avvenendo). Politico generoso, uomo vero. Bravo Giovanni.

    GIUSEPPE GARANZINI Boh.. Pare abbia fatto il consigliere per un po’. Francamente non ce ne siamo accorti, ma potrebbe essere colpa nostra

    MANUEL VULCANO Fuoriclasse E quindi inclassificabile: una sera di giugno ci dice ‘devo andare a lavorare tutta estate’, poi scopriamo che se ne stette tre mesi su una spiaggia in Sardegna. Gira film, si accompagna a una bellissima ragazza, ha una moto reazionaria, rimpiange il Malecon e Fidel, secondo noi continua a domandarsi ‘ma che cazz. ci facciamo all’opposizione..’, tuttavia alla fine estrae dal cilindro un altro fuoriclasse come Giuseppe Rescaldina. Insomma, #TnlovesVulcano..

    LORENZO GARAGIOLA 7 Considerate che è coordinatore del partito che abitualmente voto (giusto dirlo al lettore), però Lorenzo, dopo anni di volontariato di spessore (Ragazzi di Magenta), ha fatto sì assieme a giovani come Massimo Mattia (7 anche a lui) di consolidare Fratelli d’Italia sulla scena magentina e di.. ‘far saltare’ il tavolo Bigogno. Ragazzo serio e preparato, unico difetto la consolidata frequentazione della curva nerazzurra))))

    STEFANIA BONFIGLIO 7 Giovane, tenace, battagliera, alfiere di battaglie culturali non conformiste, donna e leader del Carroccio. Una delle migliori giovani leve della politica magentina, se eletta (anche in eventuale opposizione) potrà farsi le ossa nell’arena consigliare.

    FABRIZIO ISPANO ED ELISABETTA LANTICINA 5+ Giovani, capaci, di un certo sicuro talento, a nostro avviso sono entrati troppo presto nel tritacarne delle candidatura. Avrebbero dovuto secondo noi essere più movimentisti e rivoluzionari, invece sono stati troppo attenti a giochi ed equilibri interni. Un’occasione persa (ma ancora recuperabile).

    PIERO CORTI 7- Non a caso gli amici lo chiamano ‘Piero Acutil’. Attento, beffardo, sornione. Ha tenuto in sella Enrico Sammartino per troppo tempo. Avrebbe dovuto disarcionarlo prima. E si sarebbe preso un sette e mezzo..

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    MASSIMO PERI E CHIARA CALATI 7 Acquisti di Lombardia Popolare, frutto del talento da scout di Luca Del Gobbo, sono due tra i migliori innesti nel centrodestra degli ultimi anni.

    FRANCESCO BIGOGNO (il volontario) 9 Il suo impegno in seno all’associazione Amici di Santa Gianna e per la sorella Maristella è semplicemente encomiabile.

    FRANCESCO BIGOGNO (il politico) 2 Era in consiglio comunale con Udc e centristi. Gli fece ombra, nel decennio Del Gobbo, un gigante come Carlo Morani. E rimase consigliere. Non eletto nel 2012, ha fatto il battitore libero, ideato il suo ‘caminetto’ dove si tenevano i meeting del centrodestra, non ha aderito a nessun partito, ora non si capisce bene con chi stia. Non lo capiamo noi, dite che lo saprà lui? Sindrome da Amleto: esserci o non esserci? E con chi? Dove? E soprattutto: perché?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    LUCA DEL GOBBO 8.5 Mettiamo la foto del suo idolo viola, Giancarlo Antognoni, ma come dice spesso suo fratello Cristiano potrebbe anche essere Pietro Maiellaro, lo zar di Bari, per una metafora ‘calcistica’ del suo essere leader politico di Lombardia Popolare. LDG è il vero, unico  ed autentico numero 10 del centrodestra magentino. Segnata un’epoca nel decennio di governo, con tante luci e pochissime ombre,  via lui il centrodestra magentino si è squagliato, Razzano ha cominciato a macinare gioco a centrocampo e i risultati si sono visti. E’ tornato da qualche mese, ha messo in piedi quasi dal nulla un gruppo con quasi 50 aderenti (Magenta Popolare), piantando la bandiera e ripresentandosi in attacco, sulla fascia. E’ cresciuto parecchio, diventando stabilmente politico di caratura regionale e lanciato verso altri e dorati lidi. Quando parlano lui, Umberto Maerna o Sante Zuffada si capisce perché il centrodestra ha vissuto, a Magenta, una vera ‘g0lden age’. Basterà il suo ritorno, a far splendere quella stella?

     

     

     

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