Magenta, dopo mamma Albina se ne va anche Giuditta. Il ricordo di Pietro Pierrettori

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    MAGENTA – Pietro Pierrettori, presidente della Pro Loco, poco fa ha dedicato attraverso il suo profilo fb, un commosso ricordo a Giuditta Rolla figlia di Albina Scotti, la ‘decana’ di noi Magentini, volata in cielo solo pochi giorni fa alla bella età di 106 anni.

    Qui di seguito lo riportiamo integralmente perché merita davvero di essere condiviso.

    Tristezza infinita.
    Non sono trascorsi neppure una quindicina di giorni e la “decana” dei Magentini, Albina Scotti di 106 anni, è stata raggiunta dalla figlia, Giuditta Rolla.
    Abbiamo avuto il piacere di conoscere queste due donne durante gli auguri di Natale che la Pro Loco tradizionalmente porta ai Magentini più longevi, con Sindaco e Parroco.
    Ci siamo visti per quattro Natali e Albina ci incantava con la grinta di chi, a 106 anni, leggeva senza occhiali, cuciva a macchina con la “Singer” (a pedali) portata in dote e ..comandava a bacchetta la figlia, sorvegliandola dalla finestra, su come doveva svolgere i lavori nell’orto (quelli non riusciva più a farli).
    Sosteneva, con orgoglio, che i medici dovevano starsene lontani da quella casa.
    Mai erano entrati e mai sarebbero entrati.
    Solo la morte era contemplata ..“..La mort l’è in sül tecc, la guarda no ne’ giuin ne’ vecc..”! (la morte aspetta sul tetto senza badare all’età del chiamato).


    Questa dei medici era una affermazione quasi assurda nei confronti della figlia, Giuditta che ha passato la vita ad assistere i due medici “storici” di Pontevecchio, Rolla e Garavaglia.
    Alle battute che la mamma ci faceva a getto continuo, la figlia sorrideva con uno sguardo dolce e carico di amore. 
    Al di là degli auguri, erano gustosi siparietti di saggezza popolare, di buon dialetto e grande stimolo per la vita.
    Quando ho saputo della malattia di Giuditta, ho provato un moto di ribellione verso la vita che, beffardamente, aveva portato una madre ben oltre il secolo per rischiare di privarla della figlia, che l’aveva accudita e custodita.
    Ma forse qualcuno ha raccolto le preghiere e i timori di Giuditta.
    Confidava a Don Giuseppe, che l’ha accompagnata nell’ultimo viaggio, di sperare che la mamma morisse prima di lei. No, non per egoismo, ma per non darle un così grande dolore, andandosene per prima. 
    Hanno fatto in modo che, dal suo letto, ascoltasse via radio, il funerale della mamma.
    Come ha ricordato il Prevosto, stamattina, durante il funerale, Giuditta, a quel punto, serenamente, si è lasciata andare.
    Le ringrazio di averle incontrate nella vita, e le ricorderò.
    Pietro Pierrettori

     

     

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