Magenta Domani, Invernizzi apre il punto elettorale e attacca (senza mai citare la parola ‘sinistra’)

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    Inaugurata la sede di piazza Kennedy. L’ex assessore Garegnani tra i presenti. Cambio di ‘passo’ del sindaco, aggressivo e deciso a difendere cultura e progettualità

    MAGENTA – Nubi cupe ma niente pioggia, nella domenica pomeriggio in cui Marco Invernizzi, il Pd e i ‘civici’ che sostengono Marco Invernizzi hanno inaugurato il punto elettorale nello stesso luogo del 2012, ossia in un ex negozio sfitto di piazza Kennedy, a due passi da via Roma e dal cuore del centro.

    Un locale semplice, con sedia, scrivania e un sopralzo posteriore, con appesi alle pareti i cartelli sulla Magenta di domani che il centrosinistra immagina e lancia come proposta politica.

    Tra i presenti la giunta al completo, ed anche l’ex assessore Monica Garegnani, assieme allo stato maggiore dei Dem e a una rappresentanza della lista civica pro sindaco.

    Nel suo intervento, durato una decina di minuti, il sindaco uscente ha ripetuto gli argomenti già utilizzati nel recente incontro di casa Giacobbe, attaccando duramente la politica che chiede voto e consenso immediato senza progettualità. Invernizzi non usa neppure una volta la parola ‘sinistra’, preferisce ‘politica’ a ‘partiti’, pur rivendicando le battaglie per i diritti delle coppie omosessuali e la lotta alla mafia. 

     

    Una chiara attestazione della volontà di porsi come candidato che si apre a culture e provenienze diverse dalla propria. Anche per ragioni numeriche: con un Pd che vale attorno al 26% a livello nazionale, ed una civica tutta da testare, la terza forza della coalizione è proprio lui, Invernizzi, il cui consenso personale sarà determinante per concludere il ballottaggio in prima posizione e ovviamente per catalizzare consenso al ballottaggio.

    Se infatti Chiara Calati dovesse finire davanti l’11 giugno, invertendo quanto accadde nel 2012, il colpo- da un punto di vista psicologico- sarebbe forte.

    Di seguito, ecco un estratto del saluto di Marco Invernizzi.

    Un sincero grazie a tutti voi per essere qui. In questi cinque anni abbiamo lavorato con passione e coraggio. Certo, i progetti richiedono tempo per essere realizzati, noi vogliamo dare una prospettiva di futuro a Magenta. Abbiamo subito  tagli feroci, 5 milioni di euro. Ciò nonostante, non abbiamo usato oneri per spese correnti. Senza tagli e’ molto piu’ facile governare, del resto una certa politica usa i cittadini, mentre invece noi non promettiamo nulla, chiediamo impegno. Magenta è una città straordinaria,dove le associazioni si muovono. Abbiamo mobilitato una citta’ straordinaria. E abbiamo con noi i giovani,coi quali  lavoriamo da 5 anni: spesso è  facile usarli e poi abbandonarli. Per loro stiamo lavorando affinche’ rimangano e non siano obbligati ad andarsene. Abbiamo lavorato per le donne e i diritti civili di tutti, un altro successo.

    Per intraprendere ci vuole coraggio, noi  cercheremo di dare risposte a tutti; dei limiti certamente  li abbiamo avuti,non abbiamo potuto aiutare tutti quanto avevano bisogno. Però bbiamo dato serenità a Magenta,rifiutando la logica becera di certa politica. La gente e’ in grado di capire. Abbiamo puntato sulla legalita’,sul controllo di vicinato. E vi dico fate attenzione a quello che NON si vede, attenzione perché la mafia cerca sempre di infiltrarsi. Abbiamo puntato sulla prospettiva,non sull’immediato. Una citta’ e’ attrattiva se crea cultura,perche’ la cultura produce occupazione. Un filosofo in meno per aiutare delle persone? L’ho sentito dire, e lo ritengo vergognoso. La cultura da’ fastidio a certi politici perche’ innalza il livello e aiuta le persone ad elevarsi e a capire. E’ cosi che una citta’ cresce”.

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