Magenta, diamo i voti a sindaco e giunta dopo 1 anno

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    MAGENTA – Faceva molto caldo nel pomeriggio in cui si presentò la giunta di Chiara Calati, esattamente il 12 luglio 2017. Era un mercoledì, di pomeriggio, quasi esattamente 1 anno fa.

    Un anno di tempo, lo abbiamo detto e ridetto, è il minimo sindacale per poter esprimere un giudizio POLITICO, e non umano (il voto è all’assessore, non alla persona, giova ricordarlo..).

    E allora divertiamoci. Diamo i numeri. Tanto per scuotere le pigre giornate di mezza estate..

    CHIARA CALATI 7- Partiamo dalla fine e dal meno. Prendiamo con forza il tema caldo: cosa vuole fare (da grande, e in politica) Chiara Calati? Magenta Popolare è (ancora) il suo orizzonte, a breve e medio termine? Ci fermiamo qui. Gli ‘imparati’ hanno già capito. Tutto. Nel merito: Chiara Calati ha goduto di uno degli errori che il generale Sun Tzu elenca nell’Arte della Guerra: la sottovalutazione dell’avversario. Il Pd fece spallucce quando Luca Del Gobbo (a proposito, i rapporti fra loro due sono la chiave di volta del futuro di questa giunta: segnatevi questa, ne parliamo tra 2 o 3 anni), rimase sorpreso quando vinse, prefigurava sbandamenti vistosi, invece il sindaco va come un treno. Si prende la scena, dialoga alla pari con politici più scafati (Cesare Nai e Marco Ballarini), sul tema degli eventi riesce già a dare una svolta, si tiene parecchie deleghe (forse troppe, alla Cultura le servirebbe un consulente come Emanuele Torreggiani), sull’urbanistica è palese come si giochi buona parte del capitale di credito acquisito su Saffa e Novaceta. Ma l’impressione ormai consolidata è che Chiara Calati si sia ‘calata’ assai bene nei panni di sindaco, il gioco (la politica è un gioco per adulti..) le piace, le doti ci sono. Cosa manca, o le manca? Prendiamo a nolo le parole di uno dei 3 principali osservatori della politica magentina: un gruppo di supporto extra consiliare ed extra giunta di reale consistenza. Consigliori? Sì, ma  non solo. Espressione che la connota: la sorpresa che scombussola il piano partita, e che ora deve riconfermarsi nel secondo tempo.

    SIMONE GELLI 7+ Partiamo da cosa secondo noi va bene meno del resto: una certa ansia da prestazione (politica, s’intende..) dovuta peraltro a diversi fattori: l’elevato consenso personale riscosso, il fatto di essere l’unico assessore con esperienza di giunta pregressa, un atteggiamento social (specie all’inizio) forse aggressivo. Ma sul resto, il sindaco dovrebbe intonare, mutuandolo da FI, un coro del tipo ‘meno male che Gelli c’è’. Ha superato i primi 6-8 mesi, dove furti e insicurezza parevano addirittura aumentati rispetto alla giunta Invernizzi. Ora la situazione pare cambiata e stanno arrivando anche i primi fondi. Sul bilancio qualche segnale di assestamento, dopo le consuete frizioni tipiche da cambio d’Amministrazione, emerge altrettanto chiaramente. Di fatto, è l’assessore più forte. Ma lui stesso, come noi, sa che primeggiare in una squadra dove nessuno riesce neppure a farti ombra porta a buone prestazioni individuali, ma raramente a un successo di squadra. Leggi: forse servono nuovi acquisti.. Frase che lo connota: UOMO VEDETTA, GUARDIANO DEL FARO DI PIAZZA FORMENTI.

    ALFREDO BELLANTONIO 4 Ei fu, la novità per certi versi più inattesa della formazione primigenia di Chiara Calsti ha deluso fortemente. Ticino Notizie lo scrisse subito, non perché siamo dei veggenti ma perché Alfredo, pur bazzicando i corridoi della politica per anni, non aveva mai fatto un giorno da consigliere comunale né vita di partito con cariche elettive. Il risultato è stato sotto gli occhi di tutti: sui lavori pubblici la colpa dell’inattivismo non può essere sua, mentre sul commercio rimarranno i suoi scivoloni su casette di Natale, marketing della Battaglia, la mostra dei fiori (le modalità, soprattutto), un rapporto mai realmente decollato con i suoi colleghi (i commercianti). Una scelta del tutto infelice dei suoi referenti politici, Felice Sgarella e Marco Ballarini. Aggettivo che lo ha distinto: IMPALPABILE.

    PATRIZIA MORANI 3 Nel caso della reggente dei Servizi alla Persona, una delle due ex di Alleanza Nazionale a sedere in giunta (l’altra è Laura Cattaneo), vale quando detto ormai diverse altre volte. Qui l’esperienza politica non manca, il consenso personale raccolto è stato ragguardevole, ma noi non vediamo né cambi di passo rispetto alla gestione ‘prudenziale’ di Simone Lonati né soprattutto vediamo un assessore paragonabile a Carlo Morani, che nei 10 anni di giunta Del Gobbo costruì una struttura di cui Magenta beneficia ancora. L’attivismo non manca, è sempre presente (nota di merito), ma in una città di 24 mila abitanti dove la partita a lei riconducibile vale diversi milioni di euro non basta: dove sono le innovazioni? Gli effetti degli interventi? Una comunicazione adeguata? Cosa NON ci convince che basti un funzionario di spessore come la dottoressa Alemani, che è un eccellente capo area a palazzo Formenti? Da ultimo: gli interventi in Consiglio non si leggono come a scuola. Seconda scelta (su due, non male come media) poco felice di Sgarella (nomen omen..) e Ballarini. Espressione che la connota: OLTRE IL PRESENZIALISMO COSA C’E?

    ROCCO MORABITO 5+ Qui ci vorrebbe un duplice voto: in tema di famiglia e dintorni Rocco Morabito si è mosso bene, vedi la buona riuscita degli eventi di giugno. Quanto al resto, benché le deleghe non siano propriamente di peso (Protezione Civile e Servizi Informatici), di buono c’è sicuramente il suo attivismo, a volte persino eccessivo; vorremmo chiedergli quando finalmente il sito istituzionale del Comune avrà un aspetto migliore (pare si stia lavorando), perché in tema di innovazione informatica ci sembri che Corbetta e Abbiategrasso viaggino ad un altro passo. Rocco Morabito ha una cosa molto buona, la nostalgia della Prima Repubblica (come noi..), ma nell’anno del Signore del 2018 serve un altro passo. Che lui non ha. Espressione che lo connota: L’ATTIVISMO NON BASTA.

    LUCA ALOI 7 Matricola e insieme sorpresa della giunta. Sport, politiche giovanili e farmacie (oltre a semplificazione): per le tre deleghe principali i risultati sono decisamente positivi. ll giovane Aloi è presente e pure sul pezzo. Eredita dei progetti avviati che portano alla nuova farmacia di zona sud, ottiene buoni risultati sullo sport, per le politiche giovanili la sua pregressa esperienza conta e si vede. La sua buona performance dimostra che per fare politica servono due cose: l’esperienza nelle associazioni e la vita di partito. E lui le ha entrambe. Una voce autorevole della maggioranza ci ha espresso delle riserve su un regolamento per le associazioni cittadine che sarebbe troppo dirigista e accentratore, ma siccome non conosciamo il documento lasciamo il giudizio in sospeso. DECISAMENTE SUL E DENTRO IL PEZZO

    LAURA CATTANEO sv La seconda ex di An a sedere in giunta, nominata da troppo poco tempo per attribuirle un voto. Di certo, brava nella fase primigenia di comunicazione, ma a un assessore ai LLPP di Magenta si chiede qualcosa di più che il riporto del piano di disinfestazione delle zanzare. Sul commercio si giocherà almeno il 50% del suo ruolo, ma la strada si mostra in salita per il fatto di aver in pratica perso 1 anno (e la pratica è di quelle che scotta). VOTO SOSPESO, MA LE INSIDIE DIETRO L’ANGOLO SONO TANTE.

    Fabrizio Provera

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