Magenta: degrado al cimitero, la denuncia del comitato ‘Magenta vuole vivere’

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MAGENTA –  Annaffiatoi assenti, scope introvabili, lampadine spente da tempo che non vengono sostituite da nessuno. Il comitato ‘Magenta vuole vivere’ denuncia lo stato di degrado del cimitero di Magenta. “E’ uno dei luoghi più cari ai magentini – afferma Francesco Bigogno del comitato – un luogo che andrebbe tenuto con cura e che, invece, è abbandonato. Lo frequento anche io e non riesco a spiegarmi il perché di tante mancanze. A cominciare dalle scope e dagli annaffiatoi”. Per chi si reca al cimitero è un grosso disagio non trovare le attrezzature necessarie per i piccoli lavori di pulizia da svolgere sulle tombe dei propri cari.

“Mi è stato detto che non vengono sostituiti perché ci sono molti incivili che se ne appropriano e non li rimettono al loro posto – aggiunge Bigogno – basterebbe utilizzare lo stratagemma della moneta. Mettere un euro, prendere l’annaffiatoio e riottenere la moneta una volta rimesso l’attrezzo al suo posto”. Ad oggi, quindi, chi vuole fare pulizia sulla tomba del proprio caro deve attrezzarsi e arrivare al campo santo con scopa e ramazza al seguito. Altrimenti non ha speranza di poter fare qualcosa. “Da oltre un mese non funziona la lampadina sulla tomba di famiglia – commenta una donna – pensavo si trattasse di una lampadina fulminata, ma anche dopo averla sostituita il problema rimaneva. Possibile che nessuno svolga dei controlli? Eppure, puntualmente tutti gli anni nel mese di settembre, veniamo allertati per procedere al pagamento delle luci cimiteriali”. E non solo. La porta della cappella è rotta da anni, c’è la colonna dell’ingresso nell’ala vecchia che è sempre più sporgente e, nonostante le rimostranze, non si è mai intervenuti.

Secondo il comitato ‘Magenta vuole vivere’ è necessario che si intervenga al più presto per porre rimedio a tali disagi. “Abbiamo ricevuto e riceviamo giornalmente tantissime segnalazioni per il cimitero – conclude Bigogno – sembra quasi che non rappresenti una priorità e che si lasci tutto allo sbando”.

 

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