Magenta, decisione Tar. Salvaggio: “Mettano per iscritto le motivazioni di ordine pubblico che impediscono di concedere uno spazio agli islamici”

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MAGENTA – La domanda che in molti si stanno ponendo in questi giorni, dopo la decisione del Tar che obbliga il comune di Magenta a concedere (per un’ora, dalle 8.30 alle 9.30, il prossimo 14 agosto) uno spazio per la festività del Sacrificio è se ne valesse davvero la pena resistere alla richiesta dell’associazione Moschea Abu Bakar. Tanto più che l’azione legale costa 14mila euro, al momento. Cifra che comprende anche un illeggibile comunicato inviato venerdì sera agli organi di stampa. Come era prevedibile le opposizioni non hanno mancato di lanciare frecciate all’Amministrazione.

“Sulla triste sconfitta del Comune nessun politico magentino della maggioranza si esprime – scrive sulla sua pagina facebook Luca Rondena, segretario del PD locale – Lasciano parlare l’avvocato che ci è costato quasi 14mila euro per una crociata anacronistica. Lasciano parlare i “big” regionali che descrivono Magenta “una Città aperta e accogliente” (dove?) e pensano che i musulmani magentini avessero richiesto al Comune di sgozzare capre in Piazza Mercato”. Enzo Salvagigo ripercorre una storia fatta di dinieghi verso la comunità islamica poi costituitasi in associazione Moschea Abu Bakar. Diniego verso lo spazio per un centro islamico, diniego per uno spazio volto a festeggiare la fine del Ramadan e diniego anche per un’ora di preghiera in occasione del Sacrificio.

“Vogliamo che mettano per iscritto quali sono i motivi di sicurezza addotti nel diniego – afferma Enzo Salvaggio del PD – Se non otterremo risposta presenteremo un’apposita interrogazione durante il prossimo consiglio comunale”.

 

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