Magenta, dalla disoccupazione al corso per badanti. Pier: “No all’assistenzialismo, bisogna sempre mettersi in gioco”

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MAGENTA Assistenti familiari. Un lavoro che richiede impegno totale, attenzione, pazienza e voglia di aiutare chi è in difficoltà. Soprattutto le persone anziane. Un lavoro, nella maggior parte dei casi, affidato a donne provenienti da altre nazioni. Qualcosa però sta cambiando negli ultimi tempi. Complice la crisi si stanno facendo avanti anche uomini italiani. E’ il caso di un 44enne di Mesero, Pier Gabriel Torrente che sta frequentando un corso per badanti, colf e assistenti familiari a Casa Giacobbe di Magenta. Sono in otto. Sette donne provenienti da Ucraina, Sudamerica, Perù, Brasile, Filippine e un uomo.

“Lo scorso anno sono rimasto senza lavoro – spiega – dopo un periodo di smarrimento mi sono dato da fare e ho cominciato a guardarmi attorno. La mia intenzione è di crescere e di non restare con le mani in mano aspettando che arrivi qualche forma di aiuto o assistenza economica”. Torrente si è affidato ai servizi sociali del suo comune. Gli è stato proposto di frequentare un corso per badanti finanziato dall’associazione Domina. Gratuito e gestito da persone qualificate ed esperte e patrocinato dal comune di Magenta. Alla fine verrà rilasciato un attestato di partecipazione. “Si tratta, per me che ho fatto l’operaio per oltre 20 anni, di un mondo completamente nuovo – continua Torrente – Il mio obiettivo è di imparare con umiltà”. Saper comunicare con l’anziano, conoscere le principali patologie, saper far da mangiare e fare la spesa, ma anche essere capaci di accudire gli animali domestici e le piante da giardino. Sono questi gli argomenti che i corsisti stanno apprendendo. Torrente ha scelto la strada più dura e appagante allo stesso tempo, dopo la disoccupazione. Non l’assistenzialismo.

Nel frattempo è diventato anche istruttore di Karate, fa il volontario in un’associazione che si occupa di tutela del territorio e dell’ambiente e lavora come aiutante muratore dal lunedì al sabato. Con l’eccezione di tre pomeriggi alla settimana, quando frequenta il corso.

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