Magenta, Chiara Calati e Luca Del Gobbo in coro: ‘Primo tempo ok, ma adesso torniamo in campo’

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    Prime dichiarazioni pubbliche della candidata di centrodestra che ha colto un risultato per certi versi straordinario e sicuramente inatteso

    MAGENTA – Al punto elettorale di via Roma, una gongolante Chiara Calati e un altrettanto soddisfatto Luca Del Gobbo hanno incontrato la stampa per fare un bilancio sul risultato del primo turno elettorale.

    Esordisce Luca Del Gobbo, che ha ringraziato le 5 liste a supporto di Chiara Calati, “gli elettori che ci hanno votato e tutti quanti ci hanno dato un esito del tutto positivo, a un soffio dalla vittoria al primo turno. Una coalizione compatta che ha prevalso su un sindaco uscente di centrosinistra, penso che Chiara abbia proposto il metodo già sperimentato nei 10 anni di centrodestra, adattandolo alle sfide nuove. Un centrodestra compatto sullo stile del modello di governo di Regione Lombardia, in un momento non facile nel quale trovare persone disposte a candidarsi non era facile: Chiara ha lavorato con caparbietà e competenza. Abbiamo vinto il primo tempo alla grande, adesso siamo negli spogliatoi ma torniamo in campo sapendo che il secondo tempo sarà difficile”.

    A seguire Chiara Calati, che ha detto grazie “a tutti gli elettori magentini, a tutta la coalizione e ai candidati consiglieri. Abbiamo fatto una campagna elettorale vicino alla gente, cercando di far capire alle persone quanto fosse un programma elaborato dal basso. Una politica concreta che ha premiato, siccome abbiamo vinto in tutti i seggi. Il messaggio dei cittadini all’Amministrazione è che la politica dei grandi sogni non ha soddisfatto Magenta, mentre noi abbiamo posto sul piatto temi concreti. Cercheremo di fare una campagna convincente, per far tornare Magenta al centro e farla diventare nuovamente luogo di riferimento per le politiche sulla persona, oltre alla necessità di dialogare con Regione Lombardia e con tutti gli imprenditori. Pensando a uno sviluppo e un futuro di 10, 15 o anche 20 anni. Saremo ancora nelle piazze e nelle strade. Siamo convinti che anche il 25 giugno la nostra proposta possa essere nuovamente apprezzata”.

    “Questo risultato è sopra le mie attese, ho sempre creduto che un volto nuovo capace di proporsi con entusiasmo ed amore avrebbe premiato. Man mano che parlavo coi magentini ho capito che c’era molto spazio, perché c’era una politica che non dialogava più”.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Io non ho mai avuto dubbi sulle possibilità di Chiara”, ha aggiunto Luca Del Gobbo, “ero sicuro che se avessimo messo al centro un programma credibile, una risposta a una Magenta soffocata, avremmo avuto molte chance. Abbiamo trovato il miglior candidato possibile, capace di far squadra e di ascoltare ma anche di assumere delle decisioni. Dove ha sbagliato il centrosinistra? Nella modalità di approccio. Ossia non dare spazio, vitalità e protagonismo a Magenta. In politica bisogna fare delle scelte, quella di non accogliere degli imprenditori disposti ad investire ritengo sia stato un errore.  Senza dimenticare le asfaltature fatte negli ultimissimi mesi”

    “Abbiamo avuto 70 candidati che correvano, 70 teste che si sono sempre battute con noi e per noi”.

    Sul ballottaggio e la futura giunta, “adesso l’obiettivo è vincere”, ha aggiunto la Calati, “poi ci penseremo. L’apertura alle idee che dovessero arrivare dalla città è scontata, sui dati numerici dobbiamo ricordare che un sindaco uscente non è stato valore aggiunto”.

    Il centrosinistra è arrivato alle elezioni in modo lacerato, senza dimenticare gli addii e gli abbandoni avvenuti in 5 anni. In politica bisogna saper aggregare attorno a un progetto, e non sgretolare”.

    Progetto Magenta? “Ha avuto un ottimo risultato”, conferma Chiara Calati, “il dialogo con Silvia Minardi nel corso della campagna elettorale non si è mai interrotto. Quanto alla futura giunta, so che la squadra sarà necessaria e che la macchina comunale andrà efficientata. Bisognerà vedere cosa funziona e cosa non funziona. Risorse economiche e fattore umano saranno essenziali”. 

     

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