Magenta, chi non vuole Marzia Bastianello? Il civismo arrogante, che non eleggerebbe consiglieri a Cassinetta

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    “Nessuna forma di potere può rinunciare a confrontarsi con il male”. E allora Grillo dovrebbe studiare Andreotti? “Non dico questo. Ma fare politica significa trovare un punto di equilibrio tra il reale e l’ideale. Ce lo spiegava Nenni quando eravamo ragazzi”. Nenni coniò quella famosa, e abusata, espressione con la quale ammoniva di ben guardarsi dai puri, perché poi arriva sempre un puro più puro che ti epura. “Era l’esasperazione del moralismo come canone interpretativo della realtà e della politica. Ma bisogna anche guardarsi dagli iper-realisti, io sono molto critico nei confronti delle falangi del realismo straripante, anche perché li trovo fasulli”.

    Rino Formica

    MAGENTA – Se volessimo liquidare con una battuta cattiva e bollare i refrattari riottosi alla candidatura di Marzia Bastianello e Sergio Prato, in ‘coabitazione’ con Pd e la lista civica di Marco Invernizzi, allora diremmo che tra quelli che innalzano steccati ci sono persone che non sarebbero neppure elette consiglieri comunali a Cassinetta di Lugagnano, 1800 abitanti, un paese che amiamo profondamente per la sua innaturale bellezza (e che in questo caso ci serve unicamente come paradigma numerico).

    Ma siccome non siamo malevoli, cerchiamo di capire le ragioni del dissenso tutto interno alla maggioranza verso la ventilata terza lista di Marzia Bastianello e Sergio Prato, dissidio che- è apparso chiaro da subito- NON viene dal Partito Democratico.

    Ci sono ragioni politiche, progettuali o programmatiche addotte a supporto del NIET? Non è pervenuta notizia alcuna di obiezioni in tal senso. Marzia Bastianello è stata un’architrave dell’Invernizzi fase due, ossia quello che ha  cercato di consolidare il proprio consenso sulla scia della scelta che fu già di Luca Del Gobbo, ossia dando un impulso forte agli eventi pigiando deciso su un coinvolgimento sussidiario di associazioni, mondo produttivo e terzo settore.

    Sergio Prato, dal canto suo- che sia chi scrive sia Ticino Notizie hanno spesso e duramente criticato per posizioni che noi NON condividiamo-affatto è sempre stato un coerente sostenitore di tesi che l’Amministrazione Invernizzi ha sposato (..) sin da subito: il gonfalone al Milano Pride, con tanto di comunicato stampa, ce l’ha mandato Marco Invernizzi con la sua Amministrazione, e non un paio di venusiani di passaggio da palazzo Formenti.

    Ergo, se NON esiste un’obiezione logica oppure ostativa alla presenza di Marzia Bastianello, e se ovviamente NON può esserci un dissenso verso posizioni  POLITICHE (ossia  l’apertura forte sui diritti civili: Monica Cirinnà a Magenta l’ha portata questa Amministrazione, e non un marziano sempre di passaggio), allora ci resta una sola considerazione.

    Sembra ergersi lo scudo di un civismo arrogante e pretestuoso, incapace di ragionare sotto un piano squisitamente politico (perché evidentemente mancano le basi e la capacità argomentativa) e che sembra sostituire il necessario realismo- cui si riferiva il gigante Rino Formica in premessa- con dei capricci di non meglio precisata provenienza (e desinenza).

    La cosa più divertente è che a questo civismo si sono aperte le porte delle istituzioni grazie al determinante contributo della tanto bistrattata politica dei partiti.

    Quella politica che ha sempre odorato di sangue  e merda (sempre Formica), ossia passione e temperamento, cuore e condivisione; doti di cui paiono del tutto sprovvisti cinici, rancorosi e antistorici esponenti di un civismo 3.0 che non porta idee, non porta ragioni e soprattutto non porta voti.

    Perché c’è solo una cosa peggiore della degenerazione (ovviamente manifestabile, e anche manifestatasi nel tempo) che colpisce la politica: il civismo arrogante che punta a sostituire la politica, assumendone solo i tratti deteriori. Senza essere mai passata dalla scuola di Venerabili Maestri come Rino Formica.

    Un film già visto, insomma. Un po’ come Ultimo Tango a Zagarolo di due comici da Prima Repubblica: Franco e Ciccio.

    Fabrizio Provera

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