Magenta, Centro Don Tragella: “Il cielo nel lager” incontro-intervista con Nijolė Sadūnaitė, vittima della follia comunista

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    MAGENTA – Il Centro Culturale Don Tragella, con l’Associazione Russia Cristiana, presenta un incontro-intervista  “Il cielo nel lager” con Nijolė Sadūnaitė sabato 20 marzo alle 17.30 in diretta sul canale Youtube del Centro Culturale Don Cesare Tragella.

    Nijolė Sadūnaitė è una suora lituana cattolica del periodo sovietico che ha lavorato con la Cronaca della Chiesa cattolica in Lituania. Nel 1975 ha dovuto affrontare il lager sovietico in Mordovia e altri tre di confino in Siberia dal 1974 al 1980. 

     

    La sua storia mostra che è possibile essere lieti ovunque e guardare l’altro per la sua verità, non cedendo alla logica della contrapposizione tra vittima e persecutore.
    Lo attestano le parole rivolte ai suoi accusatori durante il processo per aver diffuso un giornale che difendeva la libertà di coscienza e di religione: «Voglio premettere che, se occorresse, non esiterei a dare la mia vita per ciascuno di voi».   
    L’incontro verterà proprio sulla testimonianza della suora lituana vissuta in un periodo tragico e in una situazione difficile come quella della prigionia a causa della sua fede:  “Si può vivere liberi dall’odio verso i propri nemici? La realtà può essere sempre amica?” Nijolė Sadūnaitė ha affermato più volte: “La miseria che c’è qui è veramente terribile (…) non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare —, e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere. E se sopravviveremo intatti a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita”.
    Una donna tanto lontana come storia eppure così vicina per umanità, testimone di una libertà possibile anche nel peggiore degli inferni terreni.
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