Magenta, addio al ‘Caminon’ della SNIA. Ma non si poteva salvare?

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“Dopo 90 anni scompare dal panorama di Magenta la ciminiera della SNIA costruita agli inizi degli anni ’30.

 

Per le passate generazioni era chiamata “al caminòn da la SNIA”.

Forse, con una maggior attenzione alla storia della Città, si sarebbe potuto “contrattare” con la proprietà il mantenimento della ciminiera come testimonianza di archeologia industriale e rispetto per le migliaia di persone che ci hanno lavorato e tratto beneficio da quel luogo. Non mancano, a riguardo, moltissimi esempi su tutto il territorio nazionale”.

Prendiamo volentieri a prestito le parole di Pietro Pierrettori Presidente della Pro Loco Magenta, ma soprattutto una persona che come noi ama profondamente questo territorio, rispetto a quanto successo stamani e ripreso in diretta dal nostro quotidiano on line sulla nostra pagina Facebook.

VEDI LINK SOTTOSTANTE:

https://www.facebook.com/TicinoNotizie/videos/834484121326414

Indubbiamente, a scanso di equivoci, la bonifica dell’area ex Novaceta e prim’ancora SNIA Viscosa è cosa buona e giusta. Ma la domanda più che legittima, che emerge tra le righe del post del buon Pietro (e che facciamo nostra) perché non salvare il cosiddetto ‘Caminon’??? (Cosa che, peraltro, in campagna elettorale, qualche forza politica civica, per onore di verità, aveva anche evidenziato come proposta….)

Per chi come il sottoscritto ha vissuto per  un buon tratto della sua esistenza (fino ai miei 25 anni ndr) a poche centinaia di metri nella zona Nord della città il ‘Caminon’ insieme alla famosa sirena della Novaceta ha scandito i tempi della giornata.

Si partiva la mattina con la sirena delle 8 e poi c’era quella delle 17. Queste le più importanti nel corso della giornata, anche se i miei ricordi di ragazzino dei primi anni Ottanta poco alla volta fanno tornare in mente anche altre sirene nel corso della giornata…..come quella del mezzodì…

Il ‘Caminon’ così come per la SAFFA o altre storiche aziende magentine è (o meglio dire adesso era) un simbolo. Il simbolo  di una Magenta che andava al lavoro in bicicletta per lo più. Certo oggi sono lontani i tempi dei quasi 6.000 operai della SAFFA,  e poi appunto della SNIA Viscosa, o ancora della PLODARI  di viale Lombardia….. 

Era l’epoca del boom economico e di una Magenta che aveva una forza lavoro in città vicina alle 10 mila unità…… Rispetto ad oggi sembra davvero un altro mondo.

E quindi a maggior ragione, proprio per questo, magari con una maggiore attenzione – come ben scrive Pierrettori – questo pezzo della ‘Città che fu’ si sarebbe potuto salvaguardare.

Si dice che “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro…”. Beh non vogliamo fare i troppo i tromboni….. però, in effetti, tutti, anche nel nostro piccolo, possiamo contribuire a tener viva la memoria storica di una comunità e, di riflesso, di una Nazione. 

In questo discorso rientra anche l’ormai fu “Caminon”….. per molti Magentini, molto più di una semplice ciminiera. 

F.V.

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