Ma Viviamo ‘Ballarini’ chi candida, a Magenta? Mandrake? Di Fabrizio Provera

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MAGENTA  Nel 1997 mi sono candidato per la prima volta come Consigliere Comunale di Corbetta; sono stato eletto e da lì è iniziata la mia esperienza politica. Sono stato Consigliere di opposizione fino al 2001, poi sono stato rieletto (sempre all’opposizione) fino al 2006.

Questi 9 anni come Consigliere di minoranza mi hanno permesso di conoscere a fondo la macchina comunale e le problematiche di Corbetta.
Nel 2011 il Sindaco Antonio Balzarotti mi ha chiamato nella sua Giunta, nominandomi Assessore ai Servizi Sociali, Sviluppo Locale e Tempo Libero.
Al termine del mandato ho deciso di candidarmi in prima persona come Sindaco di Corbetta per rincorrere il sogno di amministrare la mia città. Sogno che ho realizzato nel 2016 quando sono stato eletto Sindaco di Corbetta.

Questo pezzo comincia con la biografia del sindaco pro tempore di Corbetta, Marco Ballarini, cui è fortemente legata la lista civica o simil tale Viviamo Magenta, che potremmo anche ribattezzare Viviamo o Viva Ballarini. La stessa grafica della pagina Facebook ricorda i topos di certa comunicazione ballariniana, peraltro con poca fantasia.

Quindi Ballarini, classe 1975, entra in Consiglio comunale a 22 anni. E’ in politica da un quarto di secolo, più di metà della sua vita (è nato nel 1975). Assessore dal 2011, sindaco dal 2016. Luca Del Gobbo, che ieri Viviamo Magenta ha ridicolizzato con un meme adatto a far sorridere i banconisti di macelleria (categoria che rispettiamo tantissimo, chi scrive era compagno di classe alle elementari con un autorevolissimo macellaio dell’Iper di Magenta), entra in Consiglio comunale aMagenta nel 1993, quindi 4 anni prima di Ballarini (pur avendo 11 anni in più del sindaco di Corbetta).

E allora, ci chiediamo sommessamente, con quale criterio Viviamo Magenta-Ballarini parla di minestra riscaldata riferendosi a Luca Del Gobbo, che ha la pressoché identica ‘anzianità’ politica? L’unica differenza tra i due è che Ballarini da mezzo secolo sverna nella politica corbettese, mentre Del Gobbo ha al suo attivo due mandati da Consigliere Regionale e una esperienza da assessore regionale.

L’unica minestra, in politica, la decidono gli elettori. E se a Corbetta hanno riconfermato Ballarini col 60%, a decidere se Del Gobbo sia un minestrone o meno saranno i magentini, e solo loro. Non i macellai, nel senso NON in via esclusiva. I voti dei macellai valgono come quello di fioristi, elettricisti, operai, impiegati, manager. Persino dei giornalisti (categoria in via d’estinzione).

Che poi, rispetto a Ballarini , la ‘minestra Del Gobbo’ ha raggiunto finora, nella sua vita, traguardi di altro livello, che per adesso il sindaco pro tempore di Corbetta può guardare col binocolo. E quindi ci appare retorica, stucchevole, vuota, e poco elegante, una critica politica che si basa su una caratteristica che accomuna l’ispiratore e mentore della lista stessa (se qualche fan neo ballariniano non ha capito questo passaggio, così come il sottoscritto farebbe fatica a riconoscere l’esatto nome delle parti di un bovino, siamo naturalmente disponibili a fargli un disegnino).

Al momento Viviamo Magenta, partita PRIMA DI QUASI TUTTI GLI ALTRI MOVIMENTI a lavorare per la composizione di una lista (che viene annunciata come imminente: come dice un autorevole ex democristiano di Abbiategrasso, vidarem..), è quella più indietro: sul campo ci sono tutto, persino quella Nuova Italia con cui a nostro avviso i neo ballariniani si giocheranno il derby del quarto posto, inaccessibili i primi tre.

Quindi il sospetto che ci agita è che Ballarini e i suoi sodali stiano pensando a  candidare Mandrake, l’eterno Gigi Proietti nell’immortale capolavoro diretto dal maestro Steno, il padre di Enrico e Carlo Vanzina nonché uno dei più grandi commediografi nella storia del cinema italiano.

Oltre a Proietti, conviene che  Ballarini e i suoi pretoriani- che tenteranno l’assalto (politico, va da sè) radunando truppe e candidati sulla linea Maginot del fontanile Fagiolo- ricorrano ad una vera e propria mandrakata.

“Nel dialetto romano esiste una parola, entrata anche nell’uso comune dell’italiano, che ha una storia molto curiosa: si tratta di una storia che inizia negli anni Settanta, con un film che all’epoca passò quasi inosservato ma che anni dopo, nei Novanta, diventerà un vero e proprio cult. La pellicola in questione è “Febbre da cavallo” e la parola è, naturalmente, “mandrakata”: ecco qual è la sua origine e il suo significato.

Definita come una “trovata ingegnosa che permette di risolvere una situazione difficile”, la mandrakata ha assunto anche il significato di “furbata” e “imbroglio”. Ha insomma una connotazione non del tutto positiva, anche se il carattere goliardico che sta alla base del suo significato la rende utilizzabile in svariate situazioni, anche diverse da quella di origine”.

Una mandrakata ovviamente politica, dacché appare davvero difficile la corsa di Viviamo Magenta alias Ballarini. Poco male: alla peggio, tanti pop corn e la visione dei film di Steno, così magari impareranno ad essere più ironici e divertenti. Non che ci voglia un granché, stante il livello…

Fab. Pro.

 

 

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