++L’unanime cordoglio istituzionale per la morte di David Sassoli

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BRUXELLES MILANO Unanime il cordoglio istituzionale per la morte di David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo.

“La notizia della scomparsa di David Sassoli mi lascia attonito. Rivolgo alla famiglia e ai suoi cari il cordoglio e le più sentite condoglianze dell’intera giunta regionale della Lombardia. Mi piace ricordarlo sorridente e disponibile nell’ascoltare le istanze della Lombardia durante la mia ultima visita a Bruxelles. Una persona perbene, un ottimo giornalista, un rappresentante istituzionale capace ed equilibrato. Riposa in pace”.

Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo la morte del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

Una vista trascorsa tra giornalismo e politica. La carriera di David Sassoli, il presidente del consiglio europeo scomparso la notte scorsa a 65 anni, inizia all’Asca ed è proprio durante gli anni da collaboratore per l’agenzia di stampa cattolica che mette a segno il suo primo scoop nazionale: come ricorda l’Ispi sul proprio sito istituzionale, nel 1985 assiste a Parigi all’incontro tra l’allora leader di Autonomia Operaia Oreste Scalzone, che si era rifugiato in Francia grazie alla “dottrina Mitterrand”, e l’allora ministro del Lavoro Gianni De Michelis, a colloquio su una possibile amnistia. Scoppia in caso politico al punto dal provocare un intervento dell’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini. Uno scoop che porta Sassoli in una testata nazionale, Il Giorno, dove lavora fino al 1982, anno del suo passaggio in Rai.

Un percorso professionale praticamente annunciato per David, nato a Firenze il 30 maggio 1956. Suo padre Domenico è un giornalista, lavora per La Nazione e Il Popolo, e finisce a dirigere il settimanale della Dc “La discussione”. David, oltre che un brillante giornalista, è anche un appassionato di politica: da giovane è dirigente del Movimento Giovanile Democristiano. In Rai approda prima al Tg3 dove si occupa si cronaca e soprattutto politica, poi passa a Rai 2 e infine a Rai 1, dove conduce l’edizione del telegiornale delle 20.

Il definitivo passaggio in politica arriva con la nascita del Pd di Valter Weltroni: il noto giornalista, nel frattempo approdato alla vicedirezione del Tg 1, aderisce al progetto lanciato dall’ex sindato di Roma, si candida alle europee del 2009 e viene eletto al Parlamento Europeo. Dopo la sfortunata corsa alle primarie per la scelta del candidato del centrosinistra al Campidoglio (vinte nel 2012 da Ignazio Marino, con Sassoli che si piazza secondo davanti a Paolo Gentiloni) si dedica completamente alla politica europea, tanto che nel 2014 viene rieletto all’europarlamento e, 5 anni dopo, ne diventa il presidente. La sua parola d’ordine al momento dell’elezione? “Rispondere con più coraggio alle richieste dei cittadini europei”. Eredità, la sua, tutt’altro che facile da raccogliere.

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