Territorio

Lombardia: nel 2013 5mila minori lontani dalle famiglie d’origine

MILANO – Via libera dalla Giunta regionale lombarda alle ‘Linee guida per la promozione dei diritti e delle azioni di tutela dei minori’. Il documento ha lo scopo di fornire uno strumento che possa facilitare il lavoro degli amministratori locali, dei professionisti e degli esperti che operano nelle reti istituzionali pubbliche e di privato sociale, per famiglie e cittadini coinvolti a migliorare e qualificare le azioni di tutela. “Attraverso queste linee guida – spiega Antonio Saggese, consigliere regionale del gruppo consiliare “Maroni Presidente”– La Giunta regionale fornisce al sistema dei servizi alcune indicazioni di riferimento per facilitare il processo di integrazione, affinché siano coinvolti tutti gli attori interessati per una reale presa in carico della famiglia con minori in difficoltà, al fine di offrire un concreto sostegno scongiurando nel contempo l’allontanamento dei figli”.

“Dalla delibera regionale, presentato nei giorni scorsi dall’assessore al Reddito di autonomia e Inclusione sociale Giulio Gallera, emerge che nel 2013, in Lombardia, ci sono circa 5.000 minori che in più del 50% dei casi sono stati allontanati dalle loro famiglie per gravi problemi di uno o entrambi i genitori, difficoltà educative della famiglia, conflittualità tra i genitori o separazione degli stessi. Si tratta di numeri importanti – evidenzia Saggese – che ci obbligano ad affrontare la tematica della tutela dei minori nella sua reale complessità, integrando tra di loro le dimensioni sociale, educativa e psicologica, orientando i servizi verso l’adozione di modelli che favoriscano il mantenimento del minore presso la famiglia d’origine considerando la famiglia l’interlocutore privilegiato nel perseguimento del loro benessere”.

Dalla rendicontazione relativa al 2013, effettuata dai Comuni del Fondo Sociale Regionale anno 2014, risulta che per l’affidamento familiare e l’ospitalità dei minori presso le comunità il costo complessivo annuale per la collettività è pari a circa 136 milioni di euro. Questa cifra – conclude Saggese – potrebbe essere utilizzata almeno in parte per assistere i minori all’interno delle loro famiglie d’origine, collocandoli anche presso i parenti più stretti come ad esempio i nonni, anche tramite l’assistenza del personale impiegato nelle comunità in progetti di intervento personalizzati”.

 

(*fonte: comunicato stampa)

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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