Lombardia, carenza medici di base: Monti (Lega) replica ad Astuti (Pd)

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    Emblematici i dati della Ats Milano, 260 posti vacanti per medici di base, per ora trovati 41

    MILANO – “Anziché attaccare la Lega ed il suo vicecapogruppo alla Camera Fabrizio Cecchetti, il consigliere regionale Astuti del Pd sottoscriva la richiesta del Carroccio al ministro Speranza: avere in Lombardia più medici e maggiori risorse per il personale di studio e per le strumentazioni, in modo da poter lavorare meglio sul territorio. Astuti dimentica che a Roma ha governato il Centrosinistra assai più della Lega, e che sono loro i responsabili dei danni alla sanità. Lo ha certificato la Fondazione Gimbe, che ha calcolato in 37 miliardi di euro i tagli alla sanità pubblica, la stragrande maggioranza dei quali a firma Pd; il taglio maggiore lo ha effettuato poi il loro ex compagno Matteo Renzi”. Così il consigliere regionale leghista Emanuele Monti, Presidente della Commissione Sanità di Palazzo Pirelli replica a Samuele Astuti del Pd.

     

    “Circa le borse di studio dei medici di medicina generale”, prosegue Monti, “assistiamo, con il Governo Conte 2, ad un taglio del 50% per la Lombardia. Ed è significativo che l’unico periodo in cui si era riusciti ad avere delle borse di studio incrementali era stato per il triennio 2019-2022, quando governava la Lega, con 313 borse di studio, rispetto alle 90 del 2016-19 e le 100 del 2017-20, coi Governi di Centrosinistra”.
    “Il problema della carenza di medici è legata ad un mancato turn over pensionistico dei medici; per tutti i medici che vanno in pensione dovrebbero esserci altrettante borse di studio stanziate a livello nazionale per coprire i posti che vanno in carenza”, continua il consigliere regionale leghista; “questo non è stato fatto, per una precisa scelta politica dei Governi di Centrosinistra; per questo motivo meglio sarebbe se Astuti evitasse le polemiche inutile; differentemente, ciò che è stato fatto concretamente dal Centrodestra lombardo, a sostegno della medicina generale, è stato far lavorare assieme la medicina di gruppo, di rete e di cooperativa, con realtà che oggi rappresentano la metà del totale delle forme organizzative dei medici sul territorio. Iniziative che hanno dato vita a poliambulatori in tutta la regione e che sono state promosse dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali per i risultati di alta qualità ottenuti, ad esempio sulla presa in carico della cronicità”.
    “Mi spiace per Astuti”, conclude Monti, “ma le responsabilità della mancanza dei medici di medicina generale sono solo nazionali e derivano dal definanziamento delle nuove assunzioni, che è legato alle borse di studio delle scuole di specialità di medicina generale definite a livello nazionale. Se dunque vuole lamentarsi, se la prenda con il Governo Conte 2. Se invece vuole fare qualcosa di utile per il territorio, ci sostenga nella nostra battaglia”.

    E la collega Silvia Scurati aggiunge:  “Curioso come il Pd attacchi Regione su un tema nazionale: forse vivono su Marte”


    In merito alle considerazioni espresse sulla mancanza dei medici di base da parte di alcuni consiglieri regionali del Partito Democratico e di alcuni Sindaci del sud-ovest milanese, è intervenuto il Consigliere regionale della Lega,  Silvia Scurati:
    “Forse i colleghi del PD non hanno adeguatamente informato i propri Sindaci che il tema legato all’annosa carenza dei medici di base coinvolge in maniera drammatica moltissime regioni del Paese e ovviamente anche la Lombardia, che da sola raggiunge la quota di 10 milioni di abitanti. Additare come un ritornello stanco la gestione sanitaria di Regione Lombardia anche per la carenza dei medici di base, – commenta Scurati – è un po’ come vivere su Marte senza rendersene conto e senza dunque sapere cosa  dovrebbe fare il Ministro Speranza per sbloccare la situazione”.

    “Tagli enormi al comparto sanitario negli ultimi anni nei confronti della Lombardia, che invece ha sempre continuato a curare milioni di persone provenienti da ogni luogo, tagli alle borse di studio, limiti ai tirocinanti, innumerevoli difficoltà per chi vuole diventare MMG, compreso il numero chiuso, e via di questo passo sono tutti i limiti della gestione nazionale ingessata su questo fronte”.

     

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